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Un tweet maldestro e scoppia il caso Regione-ministro

Un tweet maldestro e scoppia il caso Regione-ministro

SASSARI. Con un tweet il ministro ha ricomposto la frattura con la Regione di 24 ore prima, ma qualche ora dopo, con un altro cinguettio su Twitter, ha rischiato di vanificare tutta la diplomazia...

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SASSARI. Con un tweet il ministro ha ricomposto la frattura con la Regione di 24 ore prima, ma qualche ora dopo, con un altro cinguettio su Twitter, ha rischiato di vanificare tutta la diplomazia messa in campo durante l’intera giornata. Ieri, di prima mattina, Roberta Pinotti, dopo aver incassato critiche bipartisan per il suo tour in solitario nelle basi militari dell’isola, si era affidata a Twitter per esprimere «attenzione e rispetto per la Sardegna. L’obiettivo è coniugare esigenze del territorio e difesa nazionale». Poche parole con cui il ministro aveva cercato di rimediare alla gaffe istituzionale. Uno sgarbo che lunedì il vice presidente della giunta, Raffaele Paci, aveva stigmatizzato con un comunicato ufficiale della Regione. È bastato un tweet, ieri mattina, per riportare la pace tra i due governi amici, quello romano e quello cagliaritano. «Tutto chiarito tra la Regione e il governo dopo la visita a sorpresa del ministro della Difesa al poligono di Teulada e alla base della Maddalena – commentava soddisfatto il governatore Francesco Pigliaru –. Il ministro ha voluto fare una perlustrazione di persona per rendersi conto da vicino della reale situazione e poter valutare con consapevolezza le nostre richieste. La nostra posizione, del resto, è molto chiara: non abbiamo firmato il protocollo d’intesa, ma resta aperto il tavolo con il governo. I rapporti tra la Regione e il ministero della Difesa sono basati su rispetto e franchezza e sulla consapevolezza che le reciproche posizioni sono distanti. Ma su queste posizioni si sta lavorando per produrre risultati concreti e non banalmente propagandistici».

Dunque, incidente chiuso. I primi a rimarcarlo i pompieri del Pd. Per il segretario regionale Silvio Lai «la lealtà istituzionale e la correttezza non sono mai state in discussione e sono la base indispensabile per il confronto su temi delicati come questi. A questo punto si può concretamente riprendere il lavoro di profonda revisione delle servitù militari». Anche il deputato del Pd, Emanuele Cani, ha espresso apprezzamento per Pinotti e Pigliaru, ma «l’obiettivo ora deve essere quello di restituire più territorio bonificato possibile ai sardi». Nell’opposizione, ovviamente, nessuno ha creduto alla pace istituzionale tra governo e Regione. «Pigliaru si comporta come un cagnolino ammaestrato – ha tuonato il predecessore Ugo Cappellacci –. Basta un tweet del ministro Pinotti per farlo tornare a cuccia. Il presidente avrebbe fatto meglio a ribadire la posizione espressa dal Consiglio regionale e a ricordare al ministro che le decisioni devono essere prese qui, in Sardegna, con la piena e diretta partecipazione della Regione e dei rappresentanti dei territori interessati». «Con l’accordo capestro sul patto di stabilità Paci ha consegnato le chiavi dell’isola al governo – gli ha fatto eco Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori –. La giunta ha perso credibilità». Scambi di accuse che rientrano nella normale dialettica tra coalizioni. Ma alle 16.11 un secondo tweet della Pinotti ha rischiato di mandare in frantumi la pace difficilmente ricostruita: «Pigliaru chiude la polemica e chiarisce che la visita era concordata». A questo nuovo cinguettio il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, risponde con una richiesta al governatore di riferire in Consiglio. «Dobbiamo conoscere i retroscena di questa spedizione». Una nuova bufera che Pigliaru affronta prima di esserne travolto. «Sono poco interessato a polemiche e fraintendimenti via Twitter. Quello che mi preme è che le servitù diminuiscano. E basta». (al.pi.)

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