La Nuova Sardegna

Firino: stagione più lunga anche per gli spettacoli

di Alessandro Pirina
Firino: stagione più lunga anche per gli spettacoli

L’assessore alla Cultura punta a un calendario di eventi da gennaio a dicembre «Non è una strada facile, ma va percorsa insieme alla programmazione turistica»

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SASSARI. Finora si era sempre parlato di allungamento della stagione in chiave turistica. Ora a quello stesso termine vi ricorre anche l’assessore Claudia Firino, ma lei lo fa in chiave culturale. Un modo per rimarcare che la Sardegna, e non solo le città più grandi, vive anche quando le spiagge sono vuote e il termometro non segna temperature record. Per l’assessore alla Cultura il calendario degli eventi e degli spettacoli non può essere circoscritto all’alta stagione, ma deve svilupparsi in tutti i 12 mesi dell’anno. «È un obiettivo che ci siamo prefissati – spiega la Firino –. Destagionalizzare gli spettacoli è una strada che si può percorrere. Alcuni lo fanno già e anche con riscontri più che positivi. Penso al festival dei popoli di Emmas, a Olbia, che va avanti da tantissimi anni. O ai concerti che lo scorso inverno si sono tenuti in un ex zucchierificio a Oristano. Sono realtà che dimostrano che esiste una risposta a un’offerta destagionalizzata. E non solo a Cagliari o Sassari». In questo calendario lungo 12 mesi potrebbero trovare spazio anche eventi che di solito vengono organizzati in estate, ma che per svariati motivi potrebbero scegliere di cambiare periodo. Come nel caso del Sant’Anna Arresi jazz festival, che, in programma a fine agosto, è stato posticipato a fine dicembre per questioni legate ai finanziamenti. «Non posso che esprimere apprezzamento per chi, pur davanti alle innegabili difficoltà di questo momento, non si arrende ma porta avanti il suo progetto, anche trovando modalità e tempi differenti – dice ancora l’assessore alla Cultura –. Mi rendo conto che non tutto ciò che solitamente si svolge in estate possa svolgersi anche nei mesi più freddi, non tutti gli eventi sono compatibili con un luogo chiuso, ma molti potrebbero invece avere uno sviluppo invernale, valorizzando luoghi che in quel periodo soffrono. Non dico che sia una impresa semplice, ma è una strada che va percorsa». In questo percorso di destagionalizzazione l’assessore avrà al suo fianco il collega del Turismo, Francesco Morandi. «Lo spettacolo e il turismo non sono la stessa cosa, sono due ambiti molto diversi – aggiunge la Firino –, ma è innegabile che spesso incrocino le loro strade». Il calendario lungo 12 mesi è solo uno dei punti della nuovo politica culturale che l’assessore intende portare avanti. «Abbiamo iniziato a lavorare con gli uffici per elaborare linee di riferimento di ampio respiro, per trovare nuove modalità di utilizzo e gestione degli spazi, per riattivare l’osservatorio dello spettacolo, per stabilire criteri di accesso ai contributi più opportuni e aderenti alla realtà e per affrontare tutte le questioni che da anni attendono una risposta, affinchè la Sardegna possa valorizzare e fare tesoro della creatività dei suoi artisti. A breve daremo attuazione alla legge del settore e proporremo l’aggiornamento delle parti non corrispondenti alla situazione attuale, anche alla luce delle più recenti modifiche del quadro nazionale».

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