La Nuova Sardegna

Olbia, il sindaco sui fondi: «C’è troppa burocrazia»

di Giampiero Cocco
Olbia, il sindaco sui fondi: «C’è troppa burocrazia»

Il pagamento di straordinari ai vigili del fuoco con risorse per gli alluvionati: Gianni Giovannelli evita la polemica e si scaglia contro i tempi lunghi dello Stato

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OLBIA. Sugli emolumenti stornati dalle somme a disposizione del commissario straordinario per l’emergenza alluvione del 18 novembre 2013 – 660 mila euro pagati al ministero della Difesa per l’intervento dell’esercito e 770 mila euro al dipartimento dei vigili del fuoco per lo straordinario dei pompieri – interviene il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli.

«Per fortuna esiste, in caso di calamità naturale, la struttura di missione, altrimenti molti degli interventi del dopo alluvione sarebbe stato impossibile realizzarli. L’errore, in questo caso, va imputato alla burocrazia statale. Le dotazioni economiche per fronteggiare l’emergenza vanno suddivise in mille rivoli, uno dei quali e il salario, normale o straordinario, che compete giustamente, gli uomini delle forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i soldati, dipendenti comunali, provinciale o regionali impegnati sul campo. Personale al lavoro 7 giorni su sette, in circostanze drammatiche e sempre a favore di quanti in quei momenti, necessitano di soccorso e debbono ricevere aiuti immediati. Detto questo – ha voluto precisare il sindaco Gianni Giovannelli – l’errore di fondo sta proprio nell’erogazione di questi fondi per l’emergenza, dai quali vanno stornati le somme necessarie per pagare salari e straordinari del personale in servizio. I diversi enti militari o dipartimenti ministeriali dovrebbero avere a disposizione i fondi per fronteggiare queste emergenze, e non demandare la fatturazione dei loro interventi, siano quelli strutturali o di impiego di risorse umane, alle diverse strutture di missione che vengono attivate all’indomani di ogni catastrofe naturale. La classe politica ha già avuto modo di constatare come questa situazione di origine a un diffuso sentimento di sfiducia da parte della popolazione, in particolar modo di coloro che sono stati colpiti dalla calamità naturale. Va precisato, a questo proposito, che nei fondi che lo Stato mette a disposizione del commissario straordinario, che nel caso del ciclone Cleopatra è stato individuato nel capo della protezione civile regionale, Giorgio Cicalò prima e ora Graziano Nudda, è compreso anche il finanziamento per gli emolumenti destinati al personale che interviene e presta servizio nelle zone alluvionate. Cosa che, con il patto di stabilità che limita le spese dei Comuni, non sarebbe possibile demandare agli enti locali che “chiedono” l’intervento dell’apparato di protezione civile, un servizio che va pagato. Nel caso dell’esercito il ministro della difesa Roberta Pinotti aveva assicurato un suo intervento per modificare i piani di intervento nella parte riguardante il finanziamento delle missioni di soccorso, ma sinora, per quanto è a mia conoscenza, non è stato fatto nulla».

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