Un viaggio dal Man al Tribu Nuoro mantiene la sua leadership
NUORO. Quest’estate, a Nuoro, si va per mostre. Le più visitate sono quelle ospitate al Man (“Maria Lai. Ricucire il mondo”, fino al 2 ottobre) e al Tribu ( “Giuseppe Biasi. La collezione della...
NUORO. A Nuoro, quest’estate, si va per mostre. Quelle ospitate al Man (“Maria Lai. Ricucire il mondo”, fino al 2 ottobre) e al Tribu (“Giuseppe Biasi. La collezione della Regione Sardegna”, fino al 9 novembre) richiamano visitatori da tutta Europa. Ma attirano i turisti anche le collezioni sulla cultura popolare sarda custodite all’Isre, il museo etnografico sul colle Sant’Onofrio disegnato dall’architetto Antonio Simon Mossa che ricorda un villaggio sardo contemporaneo: un complesso architettonico unico che, da solo, vale la visita al museo. Per non parlare della casa natale di Grazia Deledda, nel quartiere Santu Predu, un tempo rione dei pastori. Visitare la casa a tre piani riporta indietro nel tempo a più di cento anni fa: la scrittrice visse nella via che ora porta il suo nome fino al 1901, quando si trasferì a Roma. Adesso nel museo ci sono manoscritti, fotografie, oggetti, con gli arredi d’epoca, compresa la camera da letto dell’autrice, allestita come allora, con la finestra che guarda l’Ortobene. Nuoro, quindi, si conferma la meta culturale per eccellenza dell’isola. Con migliaia di visitatori che arrivano in città per scoprire una Sardegna diversa, ricca di storie e di cultura. «La mostra dedicata a Maria Lai è stata un successo», fanno sapere dal Man, il museo diretto da Lorenzo Giusti che, con Barbara Casavecchia, ha curato l’esposizione. Le fiabe con le parole cucite, i libri di stoffa, i telai e le mappe stellari create dall’artista di Ulassai, una delle figure femminili più importanti dell’arte italiana della seconda metà del ’900, sono state ammirate da più di 5.000 visitatori. «Per molti stranieri è stata una piacevole sorpresa perché non conoscevano la sua produzione. Il catalogo della mostra (che si snoda tra Nuoro, Cagliari e Ulassai, ndr) sarà disponibile a settembre e abbiamo già ricevuto centinaia di prenotazioni». Anche Giuseppe Biasi, artista sassarese del Novecento al quale il Tribu ha dedicato una retrospettiva, è stata una sorpresa. «Francesi, italiani, tedeschi, in tanti si sono emozionati davanti alle opere del pittore sardo – dicono i responsabili del museo –. È un momento interessante per la città. C’è un fermento culturale che ha ridato nuova vita a Nuoro. Anche i commercianti ci hanno aiutato nella promozione esponendo i dipinti nelle vetrine». Novità in vista anche per l’autunno. Il Man si prepara a ospitare una mostra molto attesa, “Alberto Giacometti e l’arcaico”. Le sue sculture longilinee, provenienti dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, saranno accostate a una selezione di reperti archeologici dei migliori musei d’arte antica. Una scommessa inedita e intrigante.
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