Viaggio in Sardegna con Stefano Manca: «Sui cantieri della 131 “patrimonio Unesco”»
In cerca delle buche storiche per chi ama gli sport estremi. Consigli per una vacanza diversa, parla uno degli attori di “Pino e gli anticorpi” alias prof. Rocco Bilaccio
Una vacanza in Sardegna con uno dei pilastri di “Pino e gli anticorpi”, storico trio di “Colorado Caffè” e “Scherzi a parte”? Dove porterebbero i consigli di Stefano Manca, sassarese in ciabi – vicino al compleanno, è nato il 29 agosto del 1973 –? La visione strampalata del trio si unisce alla saggezza surreale del manuale tragicomico di pedagogia “Non esiste solo la cinghia”(De Agostini) dove Stefano Manca, alias il prof. Rocco Bilaccio dispensa consigli per la crescita di una sana gioventù.
«L'itinerario che consiglio a tutti, e che permette di vedere la Sardegna da una nuova prospettiva, è quello sulle due ruote – dice il comico–. Il periplo avendo sempre il mare da un lato è stupendo. Le nostre strade, strette e tutte curve invece che una lenta via crucis diventano un divertimento assoluto. E poi, diciamoci la verità, da padre di tre figli posso dire che la moto è la scusa perfetta, ogni tanto, per non portarsi appresso tutta la prole. Sentirsi stretto da quello "zaino vivente" che è la moglie, e rivivere momenti di una spensierata giovinezza».
Sulla 131, sport estremo. Insomma le strade dell'isola non sono proprio il massimo. «Infatti, per gli amanti dell'enduro estremo, consiglierei un viaggio no-limits sulla 131. Servono mezzi adatti però per affrontare la sequela continua di buche. Ma si viene ripagati dalla visione delle numerose e storiche deviazioni, cantieri che esistono da così tanto tempo che sono ormai patrimonio dell'Unesco, come la reggia di Barumini e il canto a tenore. La canzone di Vasco “Deviazioni” sono convinto sia stata ispirata dalla 131».
E Stefano quelle strade le ha percorse su e giù per promuovere il libro del prof Bilaccio. «E già, conosco tutte le paninerie dell'isola. Da quelle più caloriche di Sassari a quelle più alternative tipo McPuddu; straordinarie. Perché in fondo per me e per molti sardi come me, OGM significa “ho già mangiato”. Vivendo fuori dalla Sardegna mi sono accorto che si possono riconoscere i pomodori transgenici, sono quelli che in frigo durano più della vaschetta in polistirolo ».
Il sapore dei pomodori. «Un altro consiglio, un bel giro per gli orti e frutteti dell'isola per ripassare i sapori, tipo: ah questa è la pesca, questo è il pomodoro, ma guarda hanno un sapore completamente diverso dalla zucchina». Però un sassarese doc è anche un grande esperto di vita da spiaggia. «Certo il mio cuore batte per un posto che è molto cambiato, in peggio purtroppo. La mia infanzia a Platamona resta un ricordo bellissimo e indelebile. La distesa delle minuscole palline di plastica che riempivano la spiaggia, rimasugli dell'industria chimica non ci sono più. Noi bambini ci facevamo le collanine». Bei tempi andati. Secondo il prof. Bilaccio, quali possono essere i metodi per portare i figli in vacanza nel modo migliore?
I consigli del prof. Bilaccio. «Detta così sembra che i figli siano animali domestici. Tra l'altro, voglio ricordare che anche i bambini non devono essere abbandonati nelle piazzole di servizio delle autostrade, perché possono causare incidenti. Ma veniamo al tema della domanda mal posta. Se il figlio è uno solo, basta legarlo bene con le cinture di sicurezza. Per fare questo, basta inserire qualche goccia di mastice a pronta presa nella cintura e il gioco è fatto. I problemi si manifestano quando i figli sono più di uno. Con un kit per il cartongesso, reperibile nei principali magazzini di bricolage, sarà possibile costruire delle paratie divisorie nel sedile posteriore. I bambini saranno così separati e tranquilli per tutto il viaggio». Non sembra un metodo adatto per quelli che soffrono di mal d'auto però... «Nel caso esistono metodi di facile esecuzione. Prima di partire, bisogna passare dal supermercato e rubare un carrello per la spesa. Attaccatelo poi al gancio posteriore della vostra vettura. Piazzateci dentro vostro figlio e partite. Non è detto che la nausea gli passi, ma se non altro potrà vomitare liberamente fuori dall'abitacolo».
In spiaggia coi piccoli. Ma una volta in spiaggia valgono sempre le regole pedagogiche del prof. «Prima di tutto un atteggiamento più liberale, basta con questa storia della digestione. Tre ore dopo colazione si può fare il bagno ma è già mezzogiorno e bisogna dedicarsi alla pastasciutta e poi ci vogliono altre sei ore e il bagno non si fa mai, bagno subito e sempre e non se ne parla più» – consiglia Stefano-Rocco Bilaccio –. «E poi si sa come sono i bambini sardi, il padre non ha ancora finito di posizionare l'ombrellone che loro si sono già fiondati in acqua. A questo proposito consiglio una rete da pesca per il recupero immediato dei ribelli. Ma visto che la tecnologia ci aiuta, anche un bel braccialetto elettronico, il genitore si può rilassare o immergersi in chiacchiere infinite coi vicini di ombrellone, per poi recuperare i piccoli più tardi, qualche miglio marino più a est, sulle spiagge di Castelsardo».
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