Uta: 8 anni di lavori, forse si apre a settembre. Buoncammino verso la dismissione
UTA. Otto anni di lavori e ancora non c’è certezza sull’apertura del nuovo carcere di Uta che dovrà rimpiazzare lo storico Buoncammino di Cagliari. Manca sempre qualcosa per essere un’opera compiuta...
UTA. Otto anni di lavori e ancora non c’è certezza sull’apertura del nuovo carcere di Uta che dovrà rimpiazzare lo storico Buoncammino di Cagliari. Manca sempre qualcosa per essere un’opera compiuta e quindi utilizzabile. Di rinvio in rinvio, con i lavoratori dell’Ati appaltante lasciati senza stipendio per mesi e infine licenziati, l’imponente struttura vede la sua apertura procrastinata: avrebbe dovuto essere pronta nel 2009, poi nel 2010 e via a seguire fino a giungere al febbraio del 2013 quando era stata data per sicura l’inaugurazione. Mentre si avvicinava il taglio del nastro e i pullman stavano scaldando i motori per il trasferimento dei detenuti, altro rinvio, al febbraio del 2014. Manco a dirlo non se ne è fatto niente e l’appuntamento è adesso per settembre. Ma non sono pochi a storcere il naso, la possibilità che l’inaugurazione slitti è sempre in agguato. Nell’edificio, già nella disponibilità del ministero, sono emerse diverse pecche strutturali. Come i sotterranei allagati per infiltrazioni d’acqua, i muri costruiti per primi già scrostati e con macchie di umidità, i locali per glii uffici e gli educatori non confacenti alle esigenze. Perfino la cappella senza banchi e sedie, ma solo una gradinata in pietra.
Adesso tutto sarebbe finalmente a posto, compresa la sezione riservata ai detenuti 41 bis e il centro medico interno. Da Buoncammino, che contestualmente chiuderà in maniera definitiva i battenti per essere poi riqualificato, saranno trasferiti i circa 360 detenuti.
L’istituto di Uta è già stato definito il fiore all’occhiello dell’amministrazione carceraria. Quattro piani più quello terra, è costato oltre 80 milioni. Può ospitare 466 detenuti nelle sue 13 sezioni, con celle a biposto munite di bagno e doccia e tv a colori. Nelle premesse, un carcere degno di un paese civile. (Luciano Onnis)
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