La Nuova Sardegna

le emozioni all’arrivo

L’abbraccio in pista con i parenti Mele: vinto lo scudetto della pace

L’abbraccio in pista con i parenti Mele: vinto lo scudetto della pace

SASSARI. Per sei mesi hanno benedetto Whatsapp e Skpye: la tecnologia ha fatto passi da gigante e con internet la distanza è meno dura da digerire, anche in missione. Ma quando l’aereo ha toccato la...

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Per sei mesi hanno benedetto Whatsapp e Skpye: la tecnologia ha fatto passi da gigante e con internet la distanza è meno dura da digerire, anche in missione. Ma quando l’aereo ha toccato la pista dell’aeroporto militare di Fertilia l’emozione e l’accoglienza sono stati forti come tutte le altre volte.

Massimiliano Mangatia, caporal maggiore, con cinque missioni alle spalle, ha trovato ad accoglierlo la moglie e il figlioletto di cinque anni.

«Abbiamo svolto un lavoro difficile, lontano dalla famiglia e con orari e attività complesse, ma l'esperienza che abbiamo maturato in tanti anni ci ha permesso di svolgere i nostri compiti al meglio - spiega il caporal maggiore - ma fortunatamente è andato tutto bene, ora siamo a casa ed è tutta un'altra cosa».

Difficile abituarsi alla lontananza dal padre anche per Federica e Fabrizia, figlie del tenente colonnello Antonio Falco, reduce dalla nona missione all’estero con la Brigata Sassari. «Ormai sono dieci anni che lo vediamo partire, ma è sempre come se fosse la prima volta - raccontano le due ragazze che tengono stretto il papà con orgoglio - questa volta è stato più semplice comunicare durante, ma c’è sempre un po’ di apprensione, finalmente possiamo abbracciarlo». E c’è anche chi, appena messo piede sulla terra sarda, dedica un pensiero agli amici afhgani conosciuti negli ultimi sei mesi. Laura Orani, algherese, caporal maggiore scelto, ha portato in Sardegna il sorriso delle donne afghane.

Laura faceva parte del Fet (Femal engagement team): le squadre composte da donne con il compito di entrare in contatto con la popolazione locale. «A marzo abbiamo inaugurato il Viale delle Donne - racconta con orgoglioil caporal maggiore Orani - un punto di ritrovo per le ragazze fuggite dalle famiglie per confrontarsi. Devo ammettere che i giorni scorsi al momento dei saluti - racconta - qualche lacrima è scesa».

È molto provata dal lungo viaggio in aereo, ma non si sottrae alle domande neanche il capitano Irene Carta di Macomer, alla sua terza missione con la Brigata Sassari.

«Certo che è dura - spiega - ma è un lavoro che amiamo che abbiamo scelto noi. Non è facile neanche per chi resta - conclude - anche i parenti dei militari vivono a distanza la loro missione. Raggiante il portavoce della Brigata, il tenente colonnello Marco Mele che gioca sulle generalità del comandate della Brigata: le stesse dell’allenatore del Cagliari del ’70. «Con il generale Manlio Scopigno abbiamo abbiamo vinto uno scudetto - dice Mele - che non è quello del calcio ma quello della pace e della stabilità in Afghanistan».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative