Omicidio-suicidio a Oliena, il figlio undicenne era dai nonni
Comunità sconvolta, sabato la coppia aveva festeggiato in un locale del centro
OLIENA. Dolore, sconcerto, incredulità. È una comunità ferita nel profondo quella di Oliena. Colpita duramente e con violenza, risponde attraverso le lacrime pesanti e amare dello sconforto e dell'amarezza. La sintesi del suo animo, turbato e lacerato, la si può racchiudere nelle parole del sindaco, Salvatore Serra che ha negli occhi l’espressione di chi porta il peso di un lutto davvero troppo grande.
«Di fronte a questi fatti – dice il primo cittadino – reagiamo ponendoci mille interrogativi, anche se sappiamo di non poter trovare risposta. Non possiamo fare altro, allora, che riflettere silenziosamente, stringendoci attorno, con rispetto e discrezione, a una famiglia distrutta da una sofferenza, della quale non si può cogliere, né comprendere la portata».
La sintesi dell'animo di questa collettività la si può intuire nei volti e nei pianti strazianti degli amici di Sandro e Sara, precipitatisi davanti all’abitazione di via Ciusa, appena la terribile notizia si è diffusa in paese. Una moltitudine numerosa, tuttavia, composta, che veglia attorno alla casa della coppia. In cuor loro, forse, sperano di potersi svegliare avendo la percezione e la sicurezza che si è trattato di un incubo. Del quale rimane solo il malumore momentaneo. Perché, davvero, non si capacitano. Com'è che una disgrazia così feroce è potuta succedere? Tutto diventa assurdo, illogico, irrazionale, guardando a questa giovane coppia. Animata da una enorme voglia di vivere. Dallo spirito, dall'ironia di chi sa spassarsela, anche con poco. Dalla capacità innata di stare tra la gente e di fare festa con tutti.
Nella notte tra sabato e domenica, a conclusione dei festeggiamenti in onore di San Lussorio, in un bar del paese si cantava a squarciagola. Una chitarra, un gruppetto di persone. Il buonumore coinvolgeva anche i passanti, che si fermavano a guardare divertiti e venivano incitati dai presenti a fermarsi. Tra di loro Sandro e Sara. Il sorriso non lo perdono mai. Un saluto, la battuta sempre pronta. Quando c'è da divertirsi, non si tirano indietro. Hanno un entusiamo e una voglia di ridere e scherzare coinvolgente. Un'energia inesauribile. Alcuni mesi fa, Sandro partecipò, assieme alla comitiva spontanea dei Vet, alla travolgente iniziativa del “Grande fratello olianese”. Un’idea, che conquistò il borgo del Corrasi. Rimasto per alcuni giorni fermo fuori dalle vetrine della casa-ovile e sintonizzato a guardare l'evolversi di un reality, fatto in casa.
Sandro vestiva i panni e il ruolo del cacciatore. Andare a caccia era, infatti, una delle sue più grandi passioni. L'aria aperta, le lunghe camminate, la natura incontaminata. Ingredienti, che ritrovava nelle lunghe passeggiate e nelle escursioni in montagna, alle quali, spesso, si dedicava nel tempo libero. A supportarlo e incoraggiarlo, nelle sue mille attività, nei suoi molteplici interessi c'era sempre la consorte.
Ogni tassello, elemento, storia, racconto delinea, dunque, l'immagine di una coppia felice. Ma evidentemente solo in apparenza. Di una famiglia, che condivideva con il proprio figlio, di soli 11 anni, la spensieratezza e l'allegria. Il karaoke, le serate dove non era mai tardi, il microfono in mano.
La pagina di Facebook è intasata dai messaggi di chi conosceva Sandro e Sara. Molti interrogativi si affollano nelle menti di chi ha bisogno di tentare di trovare una qualche, seppur fragile, spiegazione. A dominare quei confusi pensieri resta impressa un'immagine. Indelebile. Le note suonano e il duetto parte. È un sabato sera qualsiasi. Nel solito posto, tra amici. Sandro e Sara cantano. Mentre le lacrime scendono copiose, ci si rende conto che quell'immagine resterà, per sempre, solo un ricordo.
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