Un territorio armato fino ai denti Nuoro guida la classifica italiana
Pochi anni fa l’Eurispes rilevava come in provincia ci fossero oltre 1200 possessori di porto di pistola L’evoluzione del rito pasquale di S’Incontru a Oliena: 44 Magnum e Ak 47 accanto alle doppiette
NUORO. Una provincia armata fino ai denti, che surclassa le statistiche nazionali quanto a pistole e fucili detenuti legalmente. È il ritratto del Nuorese che viene fuori da uno studio dell'Eurispes di qualche anno fa, prima di un giro di vite nel rilascio delle autorizzazioni per armi da fuoco per via delle normative sempre più severe, ma comunque ancora aderente alla realtà odierna. Poi ci sono le armi illegali, ma quella è un’altra storia. La provincia viene indicata come un caso limite ed emblematico con oltre 1200 possessori di porto di pistola rilasciato o rinnovato prima del 2007, ai quali si aggiungono 17.700 cittadini con porto di fucile per uso venatorio. Parliamo di un territorio abitato da 160mila persone, e il dato autorizza più di un sobbalzo se confrontato con quello nazionale: 34mila i privati in possesso di un porto d'arma ai quali si aggiungono i circa 800mila cacciatori e i 178mila cittadini con il permesso limitato all'uso sportivo (tiro a volo o tiro a segno). Ancora, sono tre milioni gli italiani che hanno denunciato armi ereditate o inservibili. Sempre l'Eurispes calcola che in Italia ci siano circa dieci milioni di armi da fuoco, praticamente una ogni sei abitanti. Ciò significa che le persone autorizzate alla detenzione, per difesa o per caccia, ne hanno in media due o più. La Sardegna non fa eccezione, e il Nuorese in particolare: in alcuni paesi, e Oliena è uno di questi, si assiste a un autentico culto delle armi.
Quella di Sandro Mula era una passione smodata. Lo testimoniano le foto diffuse sul web dopo la tragedia di Oliena: ora ha in mano un fucile da caccia tradizionale (tranquillamente esibito in un bar, forse in occasione del carnevale, visto che è vestito da cowboy), ora esibisce orgoglioso un Ak 47, clone del famoso Kalashnikov, il fucile d'assalto per eccellenza. Va detto che anche questo è un fucile da caccia, altrimenti non avrebbe potuto detenerlo: la versione che viene venduta in Italia non spara a raffica, ma viene trasformata in semiautomatica e usa proiettili più corti dell'originale (ridotti anche nel numero: da 30 e più a otto). Costa attorno agli 800 euro, ma difficilmente lo vedrete in mano a un cacciatore vecchio stampo, nasce infatti per uso militare e diventa impreciso nell'attività venatoria. L'originale e la copia sono praticamente identici, baionetta a compasso compresa, e questo rende difficile capire di cosa si tratti se non si è veri esperti. Mula, soddisfatto, ne esibiva uno per gli amici di Facebook appena 15 giorni fa, raccogliendo consensi e solo qualche critica.
Ma la diffusione delle armi a Oliena, il paese di Sandro Mula e Sara Coinu, ha la sua cartina di tornasole in una delle feste più amate, quella di S’Incontru, che si svolge ogni anno a conclusione della Settimana Santa. L’incontro è quello tra due processioni, una con la statua della Madonna e l’altra con il Cristo risorto. La tradizione vuole che questo momento, a Oliena come altrove, venga salutato con fucilate esplose in aria in rapida successione. Negli ultimi anni però questa nobile tradizione, a Oliena in particolare, è diventata occasione per mettere in mostra le armi più vistose. Le doppiette di un tempo hanno lasciato spazio ad armi più recenti, pistole come la 44 Magnum o fucili come l’Ak 47. Lo stesso Mula si è fatto ritrarre con il suo derivato di Kalashnikov durante la festa.
Qualche anno fa un fotografo nuorese, Gianfranco Bussalai, ha pensato bene di andare a vedere dietro le quinte di S’Incontru: mentre la maggior parte dei fotografi o dei cineoperatori riprendevano l’incontro tra le due processioni, Bussalai invece ha immortalato gli autori della colonna sonora della festa. Cioè le cento e oltre persone che da balconi e terrazzi esplodono i colpi d’arma da fuoco. Il risultato è una familiarità con fucili e pistole che lascia stupiti. Non mancano le donne, o qualche genitore che approfitta dell’occasione per iniziare il figlio minorenne all’uso delle armi. Armi che dovrebbero sparare a salve, ma nell’ambiente è notorio come molto spesso non lo siano, alla faccia delle disposizioni delle forze dell’ordine. A S’Incontru di Nuoro il controllo dei proiettili è rigido, a Orgosolo ci si sta attrezzando. Oliena resta lo zoccolo duro. Ma tra le doppiette delle tradizione e le 44 Magnum c’è una bella differenza.
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