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Bioplastiche, la legge farà volare Matrica

Bioplastiche, la legge farà volare Matrica

I senatori Pd Massimo Caleo e Silvio Lai presentano la norma che punisce chi utilizza sacchetti non eco compatibili

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SASSARI. Una legge potrebbe far volare Matrica. A presentarla, come emendamento al Decreto legge sulla competitività, è il capogruppo Pd in commissione Ambiente Massimo Caleo. Tra i firmatari anche i senatore del Pd Silvio Lai. La legge prevede multe da 2500 a 25mila euro per chi utilizza buste della spesa non biodegradabili. Lai e Caleo erano andati insieme all’inaugurazione dell’impianto che produce materbi, il materiale biodegradabile per creare i sacchetti ecocompatibili. E insieme sono tornati qualche giorno fa a Porto Torres in un blitz informale, anche se gli interessati non confermano.

La normativa. La legge incrementerebbe la richiesta di materiale. «Ora Matrica può guardare con più serenità al suo sviluppo – dice Caleo –. Ora la legge impone multe da 2500 a 25mila euro a chi utilizza bioshopper non biodegradabili aprendo così un mercato di migliaia di tonnellate contro le centinaia attuali al prodotto della fabbrica di Porto Torres. I dirigenti di Matrìca calcolano che il mercato si amplierà da 8 a 10 volte rispetto alla attuale produzione. Il nostro emendamento dà certezze di successo economico a un processo di green economy che si fa in Sardegna in esclusiva mondiale. Nessuno ha mai provato a fare da un seme come quello del cardo, due acidi vegetali che sono all’origine del materbi per la bio plastica e di oli per sistemi idraulici e mescole per pneumatici, tutti completamente biodegradabili».

La filiera. Lai propone anche la creazione di una filiera tutta sarda. «Esistono già imprese che producono buste biodegradabili – dice Lai –. Con l’utilizzo del materbi si potrebbero creare fabbriche che producono bioshopper per tutta Italia».

I numeri. E vengono forniti anche i primi dati. «La filiera agricola prende forma – spiegano Lai e Caleo –. Al quarto raccolto con 420 ettari si sono ottenuti 18 quintali di seme e 18 tonnellate di materia organica per produzione energetica da ogni ettaro. L’obiettivo per la produzione del materbi richiede 5mila ettari, ma si può arrivare sino a 15mila se si vuole far lavorare la centrale energetica e rendere completamente autonomo il sistema. C’è anche la possibilità di creare un’altra sezione che dalla spremitura dei semi crei le proteine necessarie per produrre mangimi per animali. Si potrebbe coprire il 10 per cento del fabbisogno interno».

Le altre applicazioni. Ma i due parlamentari mettono in evidenza gli ulteriori sviluppi che Matrica potrà avere. «A parte le buste di plastica si può lavorare su filiere molto innovative e in sintonia con l’isola da cui parte una innovazione mondiale. Per esempio gli oli combustibili vegetali che in alcuni casi possono del tutto sostituire quelli derivati dal petrolio, che non sono biodegradabili. Per esempio nei traghetti che o perdono in mare tra il 50 e il 60 per cento dell’olio che utilizzano». Lai parla anche dei risvolti per l’isola che si potrebbero avere con l’entrata in produzione della fabbrica. «Si può fare molto anche a livello locale conclude – Silvio Lai –, per esempio si può lavorare su normative nazionali e regionali che obblighino all'utilizzo di olii biodegradabili per barche e navi che intendano entrare nei parchi nazionali come l’Asinara e nelle aree marine protette o nelle regioni come la Sardegna. Si deve pensare green sempre e comunque perché gli spazi ci sono e creano comportamenti rispettosi, ma anche nuovi posti lavoro. Pensiamo alla salvaguardia dell'ambiente e insieme all'occupazione e questo progetto tiene insieme le due cose».

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