Culurgiones a Madrid: l’idea di Olga e Renzo
Trovata vincente di due ragazzi turritani in Spagna. Trattoria Limbara, piatti tipici e ottime recensioni
MADRID. «Siamo sardi. Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani…» I magnifici versi di Grazia Deledda ricordano che la Sardegna è un’isola speciale ma non isolata, terra di passaggio, da millenni, per i popoli del Mediterraneo. Parole che, scritte con tratti quasi infantili su una parete bianca, si possono leggere in un caratteristico locale di Madrid. Passeggiando per calle Olid, nel barrio di Chamberì, può infatti capitare d'imbattersi in un'insegna dal logo familiare che recita così: “Trattoria Limbara - comida italiana de Cerdena”, “trattoria Limbara, cucina italiana di Sardegna”. Ad accogliere gli ospiti, Renzo ed Olga Sanna, due turritani innamorati della loro isola e di Madrid, che da qualche tempo hanno deciso di affrontare una sfida affascinante: un ristorante di cucina sarda nel cuore della Spagna. La loro è una vicenda particolare. 30 anni Renzo, erede di una famiglia di cuochi con alle spalle molteplici esperienze – ha lavorato in alberghi, ristoranti e come chef privato in una villa a Porto Cervo -; 28 Olga, studi in pedagogia interrotti per un problema di salute che l’ha costretta a cambiare vita, una gioventù trascorsa a lavorare come cameriera a Porto Torres per pagarsi gli studi. Dopo cinque anni a fare su e giù con Madrid alla ricerca di un’occupazione – «a Madrid, pur essendo una città giovane e aperta all’innovazione, non è facile trovare un lavoro pagato diginitosamente» spiega Olga -, scoraggiati, per i due giovani arriva il momento di tornare a casa. I bagagli sono quasi pronti quando… «… proprio un paio di giorni prima di partire, navigando su internet, ci siamo imbattuti in un locale – rivela Renzo -. Abbiamo deciso di vederlo e lì è nata l’idea». «Abbiamo trovato un avvocato che seguisse le pratiche: pur essendo Stati dell’Unione Europea, le legislazioni di Italia e Spagna non sono le stesse, ma in Spagna la burocrazia è decisamente più snella» spiega Olga. Risolti gli aspetti burocratici, i due ragazzi ci danno dentro per riarredare il vecchio locale.
Dopo qualche tempo, l’inaugurazione. Della trattoria si occupa anche Metropoli, magazine allegato a El Mundo,che scrive: «francamente, poche volte abbiamo trovato un ristorante di cucina etnica tanto autentico e alla mano…» Il locale si chiama “Limbara” come una delle principali vette di Sardegna: «l’abbiamo scelto perché è semplice, facile da ricordare, ci piaceva il nome – racconta Olga -. Inoltre, loro non sanno cosa sia una trattoria e il suono ricorda la parola “limba”. Abbiamo usato lo spagnolo nell’insegna perché a dire il vero molti non conoscono la Sardegna. Strano a dirsi, conoscono più la Corsica. E la Sicilia, come grandi isole del Mediterraneo».
Nel locale, molto frequentato soprattutto da americani e inglesi, a parte la pizza, si mangiano esclusivamente piatti tipici tutti provenienti dalla Sardegna, vino compreso. «Non potendo vivere in Sardegna, ce la siamo portata qua!» Ed ecco perciò spagnoli e turisti alla scoperta di culurgiones, pane frattau, pane carasau, seadas e della mustela, che i due giovani hanno riportato in vita. Per sentirsi in Sardegna.
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