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Pili: no all’arrivo dei boss mafiosi

Il leader di Unidos visita il cantiere del carcere di Macchiareddu

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UTA. La crociata di Mauro Pili contro lo sbarco nell’isola di un centinaio di boss della mafia fa tappa nel nuovo carcere di Uta. «Le celle dei 41 bis sono senza muri e senza porte – afferma il leader di Unidos al termine della visita ispettiva –. Non esiste centro clinico autonomo come previsto dalle disposizioni e soprattutto la struttura per i capimafia è direttamente e funzionalmente connessa all'intera struttura penitenziaria, contravvenendo a tutte le leggi in materia che vietano qualsiasi ipotesi di contatto». Il nuovo carcere di Uta, nella zona industriale di Macchiareddu, una volta ultimato, dovrà ospitare i detenuti presenti oggi nella vecchia struttura cittadina di Buoncammino, più un centinaio di persone ristrette in regime di 41 bis provenienti da altre realtà. I lavori, però, procedono a singhiozzo, con gli operai che non vedono un euro da mesi. Anche Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo diritti riforme, non indugia: «Si prevede l'installazione di diversi apparecchi sanitari, per scongiurare le uscite ospedaliere ai detenuti in regime di massima sorveglianza. Una situazione che farà slittare il taglio del nastro del presidio». Insomma, il nuovo carcere di Uta si è trasformato in un cantiere lumaca. (luciano pirroni)

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