Alla scoperta di Sassari Bar storici e la Faradda
Un caffè al centro per capire la città e i suoi abitanti
«Mare o montagna? Né uno né l'altra, preferisco la città». Il “viaggio in Sardegna” suggerito da Antonello Grimaldi è segnato da quelle che il regista definisce “anomalie”, segue percorsi diversi da quelli maggiormente sognati e battuti dai turisti che vengono nell’isola. Pronto a tornare proprio in questi giorni dietro la macchina da presa per i primi ciak di “Baciato dal sole”, una delle fiction Rai più attese della prossima stagione, Grimaldi dedica il primo pensiero alla sua città.
La mia Sassari. «Mi piace ovviamente la natura, però mi trovo più a mio agio nel contesto urbano. Ci sono più comodità, c’è maggiore varietà. Quindi la prima tappa che consiglio è Sassari». È dal cuore che bisogna partire per capire una città e il regista traccia così prima di tutto i confini della Sassari classica, da Piazza d’Italia a Piazza Tola: «Sono nato in Piazza del Rosario, mia nonna stava in via Usai, quando ho cominciato ad andare al cinema andavo al Quattro Colonne. Anche la mia adolescenza si è svolta lì. Quindi sono i posti ai quali sono più legato». Ed è lì che Grimaldi è abituato a portare gli amici che lo vengono a trovare: «Ai bar della zona, perché il sassarese vive al bar. È qualcosa d'importante: si rilassa però contemporaneamente fa riunioni importanti, legge il giornale o fa incontri di lavoro». All’ora di pranzo, o di cena, il regista non ha dubbi su cosa far assaggiare di tipico ai suoi ospiti: i piedini d'agnello. «Quando sono all'estero mi piace mangiare la cosa tipica del posto, quindi per me è come uno scambio. Se vado a Barcellona voglio mangiare la paella, a Sassari i piedini d'agnello».
La Faradda. Moretti (presente spesso), Piccioni, Carlei. Solo per fare alcuni nomi. Orgoglioso come tutti i sassaresi della Festha Manna, Grimaldi ha invitato spesso amici del mondo del cinema il giorno della Faradda: «Che è anche il mio compleanno, sono nato proprio il 14 agosto. Devo dire che tutti gli amici che l'hanno vista sono rimasti molto affascinati. E ancora più che dalla Discesa dei Candelieri, dalla partecipazione della gente. Ma in generale la città piace molto. Anche più di quello che ci aspettiamo noi sassaresi. Non ci sono tutti questi monumenti a Sassari,Cagliari è molto più bella dal punto di vista estetico, però qua c'è un’aria, una tranquillità, che piace tanto».
Splendide anomalie. Da una parte il mare meraviglioso, dall’altra la Sardegna più tipica dei paesi dell’interno. Generalizzando sono le “due isole” cercate dai turisti. Grimaldi ne sceglie una terza: «Mi piacciono i posti che non sembrano la Sardegna: il primo che mi viene in mente è Bosa. Non sembra un paese sardo. E per arrivarci consiglio assolutamente la Bosa-Alghero, una delle strade più belle d'Europa. Poi vorrei citare Zuri (provincia di Oristano). Il paese vecchio, sulle rive del Tirso, è stato sommerso dall'acqua quando è stata eretta la diga, e quindi ricostruito più su. Dal centro della piazza vedi tutto il paese, le stradine, le porte delle case. Ha un fascino particolare».
Il cinema in Sardegna. L'amata Sassari (insieme a Bosa) è anche protagonista di uno dei lavori più noti di Antonello Grimaldi: “Un delitto impossibile”, tratto da “Procedura” di Salvatore Mannuzzu. «Non è stata una mia idea diretta, visto che deriva dal romanzo, ma non è un caso perché quel film nasce soprattutto dalla voglia di far vedere che la Sardegna da certi punti di vista è uguale a tutto il resto d'Italia. Con le sue città, i tribunali e il resto. La maggior parte dei lungometraggi girati nell'isola parlano invece di pastori, banditi, quindi più dell'interno, o riprendono le spiagge e il mare». La varietà potrebbe aumentare in breve tempo perché alla Sardegna sono sempre più interessate nuove produzioni. Lo rivela con i numeri lo stesso Grimaldi, presidente della Film Commission regionale. «Per il secondo semestre 2014 abbiamo ricevuto ben 23 domande di film o serie tv da girare in Sardegna. Secondo me siamo la regione perfetta per le produzioni, nazionali ma anche straniere. Abbiamo il mare, la montagna, la campagna, le miniere, le dune, le lande desolate, le città. Sta cominciando a girare la voce che in Sardegna c'è davvero tutto, che può essere la soluzione per qualsiasi progetto. Sta a noi adesso non perdere l'occasione».
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