GoinSardinia nel caos Traghetto, ultimo atto
Telenovela lunga un giorno, la nave salpa solo per evitare disordini al porto Prima manca il carburante, poi anche il noleggiatore reclama i suoi soldi
OLBIA. L’ultimo viaggio del traghetto greco El Venizelos, sotto le insegne dei quattro mori di GoinSardinia, partirà alle nove di questa mattina dal porto di Olbia con 1800 passeggeri. Una marea di vacanzieri tra i quali tantissimi bambini che, dalle 6 del pomeriggio di ieri, hanno dovuto giocoforza bivaccare e trascorrere la notte sui moli dell’Isola Bianca, all’addiaccio, a causa della colpevole indecisione dei rappresentanti della ormai ex compagni di navigazione sarda. I quali per l’intera giornata di ieri hanno negato l’esistenza di una criticità che loro stessi avevano annunciato 48 ore prima in una drammatica lettera. Prospettavano questioni di ordine pubblico dopo il getto della spugna per l’accumularsi delle problematiche finanziarie. Posticipavano sul loro sito, ora dopo ora, la partenza della nave da Olbia, ormai diventata impossibile.
Una situazione diventata incandescente nel pomeriggio di ieri, quando la compagnia greca, che aveva noleggiato la nave utilizzata da GoinSardinia, ha bloccato nel porto di Livorno il traghetto ordinando al comandante di riportarlo in Grecia per il mancato pagamento del nolo. Decisione che ha trovato la netta opposizione del personale sardo che presta servizio a bordo, che si è opposto al trasferimento.
Il comitato di crisi, subito convocato dal direttore marittimo del nord Sardegna, l’ammiraglio Nunzio Martello, negli uffici della capitaneria di porto, ha valutato la situazione sotto il profilo dell’ordine pubblico. Il deciso intervento dell’ammiraglio è stato risolutivo per tamponare la situazione, almeno per oggi. I marittimi e l’armatore hanno accolto l’invito del comitato di crisi a riprendere il mare e portare nella penisola, con oltre 20 ore di ritardo sull’orario previsto, i 1800 passeggeri. Per proteggere gli altri 20 mila viaggiatori che dal pomeriggio e sino al 7 settembre affolleranno i moli dell’Isola Bianca e quelli della calata della capitaneria di Livorno (in partenza per l’isola) sono scesi in campo Tirrenia e Moby, che a tarda notte avrebbero raggiunto un accordo di massima – sotto le direttive dell’ammiraglio Nunzio Martello, del rappresentante della prefettura di Sassari in costante contatto con il prefetto Salvatore Mulas e con il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli – per imbarcare mezzi e passeggeri della ormai ex GoinSardinia, passeggeri che hanno già pagato il biglietto. «Non basta noleggiare una nave per attribuirsi il titolo di armatore», ha detto, amareggiato per il flop della compagnia di navigazione, l’assessore regionale ai trasporti Massimo Deiana.
La Regione, del resto, sta seguendo con attenzione l’evolversi della situazione e ha spedito a Olbia, i responsabili della protezione civile e i funzionari con compiti di coordinamento. Il danno all’immagine dell’isola è gravissimo, e di questo, a tempo debito, sembra deciso a chiederne conto il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, che si è detto pronto a costituirsi parte civile contro i responsabili di questa drammatica situazione per conto dell’amministrazione che rappresenta. Ora gli ufficiali di polizia giudiziaria sulla vicenda (appena agli inizi), hanno già proveduto ad avviare una duplice inchiesta: una di carattere amministrativo e l’altra penale. Indagini che dovranno adesso fare chiarezza sul caso GoinSardinia, appurare se nel flop, oltre alla colpa, vi sia stato eventualmente anche dolo.
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