La notte di rabbia dei passeggeri che attendono la El Venizelos
OLBIA. Arrabbiati, disorientati, disperati. Il rientro a casa dopo le vacanze diventa un incubo per i passeggeri di GoinSardinia. Tra le 19,30 e le 20 parte l’assalto agli sportelli della Tirrenia....
OLBIA. Arrabbiati, disorientati, disperati. Il rientro a casa dopo le vacanze diventa un incubo per i passeggeri di GoinSardinia. Tra le 19,30 e le 20 parte l’assalto agli sportelli della Tirrenia. La compagnia degli imprenditori sardi ha comunicato che la «El Venizelos» non partirà. L’unica via di uscita dall’incubo è la nave della Tirrenia in partenza alle 22,30. Chi ha già in mano il biglietto di GoinSardinia sarà comunque rimborsato. Ma una manciata di minuti prima delle 20 scatta il contrordine telefonico. Un sms annuncia che l’ammiraglia della Anek Lines è salpata da Livorno in direzione Isola Bianca e ripartirà da Olbia alle 9 del mattino. Nelle file si scatena il panico. C’è chi ha già comprato il nuovo biglietto. Chi non sa cosa fare. Partire alle 22,30 con Tirrenia o aspettare il giorno dopo GoinSardinia. Gli agenti della polizia vigilano sull’ordine pubblico. L’unico servizio di accoglienza è garantito dallo staff dell’Autorità portuale e dalla guardia costiera. Nel frattempo in Comune si riunisce l’unità di crisi con Autorità portuale, sindaco, polizia locale e protezione civile.
All’Isola Bianca la rabbia si mescola alla disperazione. Daniele Fulgheri, di San Giuliano milanese, era in vacanza a Bosa con la compagna e due bimbe piccole. Il primo messaggio di GoinSardinia lo avvisa che la nave mollerà gli ormeggi in ritardo. Dalle 23 alle 3 del mattino. Si organizza per cenare a Bosa. Il programma prevede la partenza a notte tarda, per essere al porto per la una. «Ma alle 18 ricevo un altro sms – racconta Davide – in cui la compagnia mi dice di presentarmi entro le 20 alla stazione marittima per acquistare il biglietto Tirrenia». Parte la corsa in macchina. Poco prima delle 20 Davide con la famiglia è a Olbia. «Il navigatore ha sbagliato e invece che farci entrare al porto ci ha portato verso il centro della città – aggiunge –. Un errore che è stata una gran fortuna. Avrei comprato dei nuovi biglietti che non mi avrebbero nemmeno rimborsato. Con GoinSardinia ho pagato 710 euro, andata e ritorno. Il viaggio di andata è stato tremendo. La nave sporca e nessuno dell’equipaggio parlava italiano». La famiglia Cappellini è toscana. Rientra dalle vacanze a Porto Ottiolu. «Da tanti anni veniamo in Sardegna – dice Laura –, ma dopo questa esperienza non ci ritorneremo. Dispiace per voi sardi. Avete una terra meravigliosa, ma se ci trattate in questo modo la gente non verrà più. Magari sceglierà posti con il mare meno azzurro, ma che costano di meno e si possono raggiungere facilmente». La famiglia Cappellini arriva alla stazione marittima alle 19,30. Chiede la disponibilità dei biglietti alla Tirrenia. «Ci hanno detto che la disponibilità c’è oggi e poi non più, fino al 4 settembre – aggiunge Sabrina –. Speriamo che GoinSardinia parta davvero». Qualcuno scarica sullo smartphone l’app che monitora la posizione delle navi in transito. Qualcuno si organizza per passare la notte in auto. Un papà tiene in braccio una bimba di tre mesi. È alla ricerca di un albergo in cui passare la notte. Pian piano la stazione marittima si svuota. Una donna versa dell’acqua in una ciotola per i suoi due cani. Comincia il conto alla rovescia. In attesa che l’incubo finisca.
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