La Nuova Sardegna

San Raffaele: è fatta firmato l’accordo

di Luca Rojch
San Raffaele: è fatta firmato l’accordo

Dopo una maratona di 16 ore c’è l’intesa tra Regione e Qatar foundation La struttura aprirà il 1° marzo del 2015. Pigliaru raggiante: «È un successo»

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CAGLIARI. Per scrivere la storia sono servite 16 ore. 16 ore passate con la matita e la gomma. Con il bilancino delle parole per pesare ogni sillaba del contratto di accordo tra la Regione e la cordata di Qatar foundation e Bambin Gesù. Ma alla fine la firma è arrivata.

Il San Raffaele è realtà. Lo scatolone bianco alle porte di Olbia da oggi ha un’identità. Un futuro luminoso. Da star della ricerca e della cura delle malattie. Il via libera di massima si era già trovato la notte prima. Ma è servita un’altra mezza giornata perché gli avvocati passassero al setaccio il contratto per trovare l’accordo su ogni singolo punto.

Intorno al tavolo c’erano il presidente della Regione Francesco Pigliaru, l’assessore alla Sanità Luigi Arru, il responsabile della Qatar foundation endowment Lucio Rispo, e quella del Bambin Gesù, Maria Osti. Accanto a loro un esercito di avvocati. E fuori dalla porta, come un padre impaziente, il deputato del Pd Gian Piero Scanu, che ha seguito fino all’ultimo passo la firma dell’accordo. I punti di distanza sono stati risolti. Uno per uno in un’infinita moviola.

Pigliaru raggiante. «Tra Regione e Qatar Foundation Endowment è stato compiuto un passo decisivo – dice Pigliaru –. Dopo una maratona di 16 ore di discussione tra i tecnici delle due delegazioni, con la definizione dei particolari dell’intesa per la realizzazione a Olbia di un ospedale specialistico e di un centro di ricerca scientifica. Siamo abituati a comunicare e commentare i fatti. In questi mesi abbiamo lavorato in modo duro e serio. Ora siamo in grado di firmare nei tempi previsti l’accordo che darà il via alla realizzazione del progetto. È la dimostrazione che la Sardegna è un partner affidabile per gli investitori stranieri». La firma ufficiale, quella buona per flash e telecamere, sarà domani a Cagliari. Ma di fatto è già tutto stato fatto.

Sblocca Italia. Il tempismo è perfetto. Perché domani il Consiglio dei ministri darà il via libera anche al decreto Sblocca Italia. All’interno c’è anche l’ultimo tassello dell’accordo per il San Raffaele. La deroga alla Regione per aumentare la spesa sanitaria di 55 milioni, necessari per consentire l’apertura dell’ospedale alle porte di Olbia. E la deroga che consentirà di assegnare al San Raffaele 242 posti letto, 142 per acuti e 10 per post acuti. L’approvazione segnerà di fatto l’imprimatur definitivo.

La struttura. Nel contratto viene stabilito anche nei dettagli come sarà strutturato il nuovo ospedale. Confermata anche la data di apertura, il primo marzo 2015. L’ospedale avrà - cinque grandi aree: pediatrica (Pediatria e chirurgia pediatrica), chirurgica (oculistica, ortopedia, urologia, chirurgia oncologica, terapia intensiva, terapia sub interventi chirurgica, day surgery), internistica (medicina internistica, cardiologia, neurologia e stroke unit), di chirurgia avanzata e sperimentale (cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia vascolare) e area della riabilitazione (recupero e riabilitazione funzionale e neuroriabilitazione).

Ricerca e riabilitazione. Un’altra ala sarà tutta dedicata alla ricerca avanzata contro la lotta a malattie endemiche come la thalassemia, il diabete, la sla. Farà un network con gli altri centri di ricerca creati nel mondo dalla Qf. E avrà medici di livello internazionale. Accanto a questo ci sarà un’altra area dedicata alla riabilitazione. In particolare a quella sportiva. Il Paris Saint Germain, la squadra di calcio dell’Emiro, farà in questo centro il suo laboratorio per la preparazione. Ma la struttura sarà utilizzata anche da altri sportivi.

Gli investimenti. Già annunciati quelli, oltre 100 milioni di euro, della General Electric, ma ci sono altre multinazionali che vogliono mettere radici intorno al San Raffaele. E anche per questo l’emiro avrebbe deciso di fare suoi la compagnia di bandiera dell’isola, Meridiana, e di mettere le mani anche su Geasar, la società che gestisce l’aeroporto.

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