La Nuova Sardegna

Microcredito, aziende bloccate

di Alfredo Franchini

Manca la copertura per i piccoli prestiti. Coldiretti: «Fatti sul piano di ristrutturazione dei debiti»

29 agosto 2014
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CAGLIARI. La parola d’ordine, alla fine del dibattito sull’agricoltura sarda che si è animato in questa fine estate, è quella di riequilibrare i conti delle aziende agricole.

La proposta di ristrutturare il debito che pesa per circa ottocento milioni di euro, è partita dalla Coldiretti ma è stata ampiamente condivisa dalla giunta regionale e dal Banco di Sardegna.

Tutto fatto? Non proprio, ha detto ieri il presidente della Coldiretti, Battista Cualbu: «Se siamo tutti d’accordo è l’ora di agire. Siamo consapevoli che non è un’operazione che si fa con uno schiocco di dita ma proprio per questo bisogna avere grande celerità e determinazione. Se la giunta è d’accordo su questo punta e reputa necessario per il rilancio dell’agroalimentare della Sardegna il riposizionamento del debito, allora occorre che proponga al più presto, al Consiglio regionale, lo strumento normativo per poter realizzare gli interventi».

Garanzie. L’operazione di ristrutturazione del debito si può paragonare ad alcuni piani che furono adottati in campo nazionale per difendere settori giudicati strategici per il Pese. C’è da ricordare che, in questo caso, l’operazione non prevede che la Regione debba spendere soldi propri: «E’ solo necessario che la Regione utilizzi una parte della grande disponibilità finanziaria immobilizzata», dice Cualbu, «per dare le garanzie necessarie, indispensabili per il sistema bancario, e poter concedere la ristrutturazione del debito ad aziende agricole e alle cooperative». Il futuro del progetto per una nuova agricoltura dipenderà in buona parte anche dalla credibilità che avrà la programmazione economica di medio termine.

Microcredito. Il progetto per la ristrutturazione del debito, elaborato dall’assessore Elisabetta Falchi passa per tre punti essenziali: dall’intervento delle banche per spostare i debiti sul medio e lungo termine alla riattivazione dei prestiti di campagna. Il terzo punto è il microcredito che necessita di procedure semplificate. Per ora, in realtà, è un buco nero perché la norma esistente si è arenata per la mancanza della copertura finanziaria. Il microcredito non può essere operativo ed è evidente che la missione è quella di recuperarlo.

Patto. «L’accordo avrebbe una portata storica», sottolinea il presidente della Coldiretti, «soprattutto nel settore ovicaprino ma avrebbe ripercussioni in tutti i settori, dall’ortofrutticolo al vitivinicolo».

Spopolamento. I progetti per trasformare l’agricoltura sarda in un comparto davvero produttivo, (con aziende che facciano reddito producendo prodotti di qualità), si propongono di ripopolare le campagne che, progressivamente, negli anni, si sono spopolate. A questo proposito, una fotografia perfetta era stata fatta all’inizio degli anni Ottanta dall’economista Paolo Sylos Labini il quale aveva dichiarato in un’intervista: «La questione contadina è stata risolta non tanto grazie alle trasformazioni agrarie e al miglioramento delle condizioni economiche e sociali di chi vive in agricoltura, quanto con la scomparsa di buona parte dei contadini»...

Laore. Oggi l’assessore Elisabetta Falchi porterà in giunta la proposta di approvazione del rendiconto finanziario dell’Agenzia Laore per il 2013, secondo la determinazione del direttore generale. Si tratta di un atto formale, ineluttabile. Ma presto gli enti agricoli dovranno essere al centro della riforma della Regione, per ora appena delineata.

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