La Nuova Sardegna

Dolce vita da bagnino sotto il sole della Playa

di Dario Budroni

L’estate sulla torretta di Pittulongu, tra ombrelloni e pedalò

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OLBIA. Eccolo qua, con la faccia cotta dal sole e la maglietta rossa d'ordinanza. Il paladino dei bagnanti ha lo sguardo puntato verso l’orizzonte, conosce a memoria angoli e fondali ed è sempre pronto ad arrampicarsi sulla torretta per assicurarsi che tutto vada bene. Passa la giornata tra ombrelloni aperti, bambini che giocano sulla riva e uomini e donne beatamente distesi su teli e lettini. Il bagnino è senza dubbio un simbolo dell’estate. Quella persona che ti abitui a incontrare ogni mattina, vero professionista del soccorso tra sabbia bianca e mare cristallino. Alle dipendenze della 42enne Trattoria Rossi, nella spiaggia di Pittulongu, la prima a fregiarsi del marchio «olbiese doc», ce ne sono due. Il primo si chiama Gianluca Bonannini, ha 26 anni, è di Olbia e fa il bagnino a Pittulongu da quando ne aveva 18. Il secondo è Massimiliano Zacchia, ha 29 anni, è anche lui olbiese e da 3 anni lavora con Tavolara di fronte.

«Cosa facciamo? Arriviamo qui in spiaggia alle 7 del mattino e ce ne andiamo di sera, dopo le 19.30. Comunque ci alterniamo – raccontano i Gianluca e Massimiliano, entrambi brevettati -. Il nostro compito è quello di vigilare, non dobbiamo mai abbassare il livello di attenzione». Dagli anni Novanta il guardaspiaggia è puntualmente paragonato alla figura un po’ spaccona e «piaciona» di Mitch Buchannon. Ma il bagnino della realtà è certamente più sobrio e responsabile, con binocolo e pattino rosso a remi sempre a portata di mano. Ed è sicuramente un punto di riferimento per tutti i bagnanti. «Lavoro qui da tanti anni e ormai c’è un rapporto familiare con chiunque – racconta Gianluca Bonannini -. Non solo con gli olbiesi, conosco molto bene anche quei turisti, solitamente italiani, che frequentano Pittulongu da anni. Questa è una bella spiaggia, ci sono tanti giovani e famiglie». Gianluca e Massimiliano lavorano in un posto tranquillo e ideale per i bambini: i fondali sono bassi e gli scogli sono pochi e lontani. Per questo, fortunatamente, gli interventi importanti non sono all’ordine del giorno. Più che altro ci si lancia in acqua per recuperare surfisti e materassini che hanno perso la rotta o qualcuno che si è allontanato troppo col pedalò. All’ordine del giorno sono invece le punture di tracine e soprattutto meduse. «Abbiamo una cassettina d’emergenza per il pronto soccorso, con tutto ciò che può servire, compresa la bombola di ossigeno – spiega Massimiliano Zacchia -. E ovviamente abbiamo diverse creme omeopatiche, da usare per esempio in caso di puntura da parte di una medusa. Ce ne sono molte. Questo perché l’acqua è pulita e poi perché ci sono molte correnti calde».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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