La Nuova Sardegna

l’isola di lolla

Rassegniamoci, siamo sempre la generazione del Cioè

L’eterna ossessione di stilare liste. Ad esempio: «Dodici problemi che gli uomini hanno con le loro palle»

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Nelle mie recenti letture estive, cartacee e non, ho notato un'agghiacciante tendenza a stilare liste di consigli simil-adolescenziali destinati principalmente a noi donne, per riuscire a decifrare gli uomini. "Cosa pensa mentre siamo sotto la doccia?"; "Cosa non devi fare al primo appuntamento con lui" o "Come ama l'uomo Sagittario". Cose che pensavo di essermi lasciata alle spalle nel momento in cui al giornalaio ho smesso di chiedere il Cioè con il lucidalabbra in omaggio e ho iniziato a comprare il quotidiano.

Un articolo particolarmente divertente, dal sottile e discretissimo titolo "Dodici problemi che gli uomini hanno con le loro palle", mi ha spinto a voler analizzare con perizia chirurgica il perché del ritorno in auge di queste imperdibili chicche, che credevo sepolte fra la mia collezione di giornali di fine anni '90. Insomma, perché siamo tornati a essere la generazione del Cioè?

Innanzitutto l'articolo in esame è stato scritto da un uomo, o almeno questa è la mia deduzione visto che il testo è in prima persona. Quindi il presupposto è che il gettonatissimo argomento testicoli, spiegato passo per passo da un possessore di attributi, possa risultare utile a noi donne.

Non ti capita spesso? L'articolo si apre rivolgendosi direttamente al mondo femminile: "Non ti capita spesso di fermarti a pensare quanto possa essere complicato avere un paio di palle?", e in effetti no, non mi capita spesso. Un incipit così, misteri del marketing giornalistico, mi tiene incollata al pezzo fino all'ultima riga, più che altro per vedere che livello di trash è in grado di raggiungere.

L'articolo si snoda in dodici spiegazioni, le quali a volte hanno il sapore dell'avvertimento: "C'è il rischio di sedercisi sopra", e a volte dell'intimidazione: "Non sai cosa è la paura finché non capisci cos'è la torsione testicolare". E nel caso non ne avessimo abbastanza, nel caso in cui non ci sentissimo ancora catapultate ai tempi delle medie, mentre sfogliavamo Top Girl sperando di capire se con una stretta di mano si poteva rimanere incinte, l'articolo prosegue con una lunga digressione su colore, forma e dimensione dello scroto.

Sfinita e svuotata. Una volta finito di leggere l'articolo, sfinita e svuotata, ma ancora senza risposte alla mia domanda originaria, ho spento il pc e aperto una rivista, rassicurandomi al solo sentir la carta sotto le dita, nella speranza di leggere qualcosa di contemporaneo ma adeguato alla mia età. Ma, tempo due minuti e, a caratteri cubitali, leggo: "Diciannove segnali che ti dicono se lui vuole saltarti addosso". Diciannove? Al ventesimo sarebbe a tutti gli effetti un manuale di Diritto Privato.

Sarà che i 25-30-35enni di oggi sono come i quindicenni di ieri, sarà che siamo sempre più insicuri, che preferiamo chiedere a qualcuno di uscire su WhatsApp piuttosto che dal vivo, sarà che cerchiamo di capire se chi ci piace è fidanzato leggendo la sua situazione sentimentale su Facebook, sarà che per intuire se gli interessiamo monitoriamo quanti "mi piace" ci mette alle foto su Instagram. Sarà che siamo la generazione 2.0, sempre connessa ma poco conviviale, ma vi prego, non fateci retrocedere ai dodici anni, li abbiamo superati con non poche cicatrici, non createci altre insicurezze, altre domande, altre incertezze snodate in otto semplici punti.

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