La Nuova Sardegna

i precedenti

Quando la direttrice dell’ufficio fu tenuta in ostaggio con le figlie

Quando la direttrice dell’ufficio fu tenuta in ostaggio con le figlie

SILANUS. I tentativi di rapina e di furto messi a segno negli ultimi dieci anni alle poste di Silanus non hanno prodotto grandi frutti per i rapinatori, sempre costretti ad allontanarsi a mani vuote...

2 MINUTI DI LETTURA





SILANUS. I tentativi di rapina e di furto messi a segno negli ultimi dieci anni alle poste di Silanus non hanno prodotto grandi frutti per i rapinatori, sempre costretti ad allontanarsi a mani vuote come accadde nei primi giorni del 2002 quando quattro malviventi fecero irruzione in casa dell’allora direttrice delle poste, Agostina Virde, e la tennero in ostaggio per più di un’ora assieme alle due figlie. Volevano costringerla a recarsi all’ufficio postale e ad aprire la cassaforte. La donna li convinse a fatica che non era possibile aprirla perché regolata da un meccanismo a tempo che si sarebbe attivato solo l’indomani. L’ufficio poi preso d’assalto alla fine di giugno del 2011, quando un commando sfondò con un trattore munito di benna la porta posteriore dell’ufficio, legò con un grosso cavo metallico la pesante cassaforte e cercò di portarla via trainandola col trattore. I ladri scapparono dopo che scattò il sistema d’allarme. Il forziere rimase bloccato all’interno della stanza blindata. Probabilmente conteneva meno soldi di quelli che furono necessari per riparare i danni: più di trentamila euro. Ieri le cose sono andate diversamente. Nonostante l’allarme sia stato tempestivo, i rapinatori hanno agito in modo fulmineo, in pochi attimi hanno preso i soldi e hanno fatto perdere le tracce nell’abitato per poi scappare in direzione di Bortigali abbandonando la macchina poco distante dal paese. In più occasioni è finito nel mirino dei malviventi anche il Banco di Sardegna. Negli ultimi dieci anni la banca è stata presa di mira diverse volte. Nel 2002 gli impiegati scoprirono un buco nella parete confinante con un locale inutilizzato e diedero l’allarme. Nel 2001, invece, venne scardinato il bancomat utilizzando la benna di un escavatore. Poi ci fu una serie impressionante di rapine e tentativi di rapina, alcune messe a segno a colpi di mazza. Sembrava che il Banco di Sardegna di Silanus fosse diventato il bersaglio preferito dei malviventi. Persino un rapinatore solitario milanese in trasferta nell’aprile del 2006 costrinse l’impiegata a farsi consegnare novemila euro minacciandola con un taglierino puntato alla gola. (t.g.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative