La Nuova Sardegna

Sassari, fisiatra arrestato per truffa

di Gianni Bazzoni
Sassari, fisiatra arrestato per truffa

Massimo Pellicano timbrava in ospedale, poi andava a lavorare nel centro privato gestito dalla moglie (denunciata)

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SASSARI. Truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale, falso, abuso di ufficio e peculato: con queste accuse i carabinieri del Nas di Sassari hanno arrestato Massimo Pellicano, medico fisiatra, 56 anni sassarese. I militari hanno eseguito una ordinanza cautelare richiesta dal sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Porcheddu. Per il professionista (che è difeso dall’avvocato Nicola Satta) è stata disposta la detenzione domiciliare.

L’indagine - secondo quanto trapelato ieri - era iniziata nella primavera del 2013 ed è andata avanti per circa un anno: l’attività investigativa avrebbe permesso ai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di accertare una serie di condotte illecite da parte del medico. In particolare, il dottor Pellicano avrebbe svolto arbitrariamente l’attività professionale di carattere privato in un centro di medicina sportiva e fisioterapia tra via Risorgimento e via Rolando a Sassari, gestito dalla moglie. Dalle verifiche eseguite dagli investigatori, sarebbe risultato che - in diversi casi - il professionista avrebbe registrato la propria presenza in ospedale alla Asl (a cui era legato da un rapporto di esclusiva) per recarsi invece nell’ambulatorio della moglie. Il centro di medicina sportiva e fisioterapia è stato sequestrato su disposizione dell’autorità giudiziaria che, nella mattinata di ieri, ha fatto apporre i sigilli.

Tra le contestazioni mosse a Massimo Pellicano, anche l’utilizzo di apparecchiature dell’Azienda sanitaria locale per le visite private e - in una occasione - i carabinieri avrebbero accertato che il medico si sarebbe appropriato della somma corrispondente al pagamento di una visita medica che invece doveva essere versata alla Asl.

Nel corso dell’operazione, i carabinieri del Nas hanno provveduto anche a denunciare in stato di libertà il direttore sanitario dell’ambulatorio privato e - come responsabile legale - la moglie del professionista arrestato.

L’inchiesta che vede protagonista il fisiatra sassarese aveva avuto una accelerazione a febbraio, quando erano state eseguite alcune perquisizioni domiciliari, sempre su iniziativa dei militari della sezione Sanità dell’Arma. In particolare - in quella fase - era stata avviata la ricerca di alcune apparecchiature (molto costose) di proprietà dell’Asl e fino a quel momento risultate non esattamente al loro posto (cioè nella struttura ospedaliera). A un certo punto, tre erano comparsi ancora confezionati negli armadi degli ambulatori Asl e uno i carabinieri erano andati a cercarlo direttamente a casa di Massimo Pellicano. In quella occasione, il medico spiegò di avere inviato lo strumento - che serve per la misurazione impedenziometrica - in assistenza da un tecnico. Venne quindi recuperato e riconsegnato all’Azienda sanitaria locale. Nel corso delle perquisizioni, però, i carabinieri del Nas avevano sequestrato anche delle agende che, probabilmente, sono risultate utili per definire meglio alcuni aspetti delle indagini.

Da quel momento in poi - visti anche i chiarimenti forniti dal professionista e dal suo legale - l’inchiesta sembrava avviata alla conclusione senza ulteriori scossoni. Invece l’attività dei militari del Nas non si è mai fermata e l’emissione della misura cautelare, con gli arresti domiciliari per Massimo Pellicano, sembra configurare la presenza di fatti gravi e presunte novità che sarebbero state accertate proprio di recente.

I carabinieri della Sanità avrebbero appurato la mancata fatturazione a seguito di alcune visite eseguite - per esempio - a carico di persone che erano rimaste coinvolte in un incidente stradale. Il medico e il suo legale hanno sostenuto, ieri, di essere in grado di chiarire anche gli aspetti più critici della vicenda. Massimo Pellicano è un professionista molto conosciuto negli ambienti sanitari e sportivi (anche per i suoi ottimi trascorsi di giocatore di pallacanestro). Riconosciute anche le sue qualità professionali: lo scorso anno l’Asl di Sassari lo aveva chiamato a dirigere una équipe multidisciplinare che si occupava del progetto «Movimento è vita» per trasmettere ai pazienti selezionati le abilità, le competenze e le capacità per svolgere un’attività fisica consona al recupero delle funzioni cardio metaboliche articolari e motorie per ridurre la progressione dell’alterazione metabolica e migliorare la qualità della vita. Un progetto ambizioso che aveva visto l’intesa tra l’Asl, la Provincia e i comuni di Sassari e Porto Torres. Quai 300 i pazienti “arruolati” e sottoposti a visita cardiologica e a un esame di impedenziometria. A un certo punto, però, proprio quel costoso macchinario era sparito e l’indagine a carico di Massimo Pellicano era diventata sempre più complessa, con una serie di risvolti che hanno portato il magistrato titolare dell’inchiesta a chiedere l’emissione della misura cautelare agli arresti domiciliari che è stata eseguita ieri mattina insieme al sequestro del centro di medicina sportiva privato gestito dalla moglie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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