La Nuova Sardegna

Al via la consegna delle armi ai curdi

Il ministro della Difesa annuncia che il trasferimento dalla Maddalena comincerà tra una settimana

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LA MADDALENA. Duecento mitragliatrici, 900mila cartucce e duemila lanciarazzi Rpg in perfetta efficenza partiranno dall'Italia verso l'Iraq, destinate al governo regionale del Kurdistan. La consegna inizierà «al termine della prima decade di settembre», ha annunciato ieri alle commissioni giustizia di Camera e Senato il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Resta da ottenere il via libera dal ministero dell'Economia per la copertura delle spese di trasporto (che avverranno presumibilmente con la flotta di Hercules C130j dell’Aeronautica militare), spese che ammontano ad un milione e 900mila euro.

Lo ha precisato nel pomeriggio di ieri Roberta Pinotti la quale ha informato le Camere d’aver già «acquisito il consenso delle autorità di Baghdad. Sono in corso di finale perfezionamento le attività diplomatiche, organizzative e logistiche finalizzate al trasporto e alla consegna delle armi destinate ai combattenti peshmerga».

I contatti, sia con le autorità centrali che con quelle regionali, puntano a stabilire le modalità di consegna, nonché il controllo del materiale d'armamento. Affinché non finisca nelle mani sbagliate. Si tratta di 100 mitragliatrici Mg 42/59 con 100 treppiedi, 100 mitragliatrici pesanti Browning M2 da 50 mm e 250mila munizioni per ciascuna delle due tipologie di armi, materiale bellico ancora in uso alle nostre forze armate e provenienti da stoccaggio in eccedenza. Inoltre sarabbo spediti nel nord dell’Iraq mille razzi Rpg 7, altrettanti del modello Rpg 9 (arma controcarro sovietica) oltre a 400mila cartucce per Ak 47 (il fucile mitragliatore Kalashnikov) di fabbricazione sovietica, frutto della confisca nel 1994 della motonave Jadran Express.

«Le armi – ha sottolineato il ministro della Difesa – sono funzionanti e c'è una norma che dice che possono essere usate a fini istituzionali». Il ministro, poco dopo ferragosto, aveva effettuato una “missione riservata” in Sardegna per visionare personalmente, all’interno dei bunker sotterranei di Santo Stefano, le armi da spedire in Iraq e da utilizzare contro le milizie islamiche dell’Isis.

Nell’arcipelago della Maddalena, nel frattempo stanno lavorando diverse squadre di armaioli che stanno stivando, nei pallet destinati all’imbarco sugli aerei da trasporti militari, il materiale bellico destinato ai Peshmerga.

A Santo Stefano, nei giorni scorsi, sono stati trasferiti dalla base militare di Tavolara quattro carrelli elevatori, mentre da Pisa sono arrivati decine di pallet aviotrasportabili su cui sistemare gli armamenti. Il trasferimento dovrebbe avvenire via aerea, utilizzando i CH47 (elicotteri bipala) tra Santo Stefano e Olbia-Costa Smeralda e la tratta finale con gli Hercules C130j. Altra opzione è il trasferimento delle armi dalla Sardegna a Pisa, sempre con gli elicotteri da trasporto. (g.p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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