La Nuova Sardegna

Arst, polemica sul concorso fantasma

di Alessandro Pirina

Gli aspiranti autisti danno vita a un comitato. La Filt Cgil all’attacco della Regione: rischio caos

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SASSARI. Sono passati quattro mesi da quando la Regione decise di sospendere il concorso per autisti dell'Arst. Una doccia fredda per i 700 aspiranti conducenti di pullman che, dopo avere superato le prime due prove, non hanno più potuto conseguire l'ultima, quella di guida. In questi mesi i sindacati, più di tutti la Filt Cgil, hanno chiesto lumi alla Regione sulla sospensione del concorso, ma senza avere risposte soddisfacenti. Nel frattempo, gli aspiranti autisti che avevano superato le prime selezioni con oltre 2.800 iscritti hanno deciso di costituire un comitato spontaneo a tutela dei propri diritti. «Dopo quattro mesi l'Arst non ha fornito alcuna risposta sui motivi della sospensione – protestano i promotori del comitato – e nel contempo sta assumendo nuovo personale, per le stesse mansioni messe a concorso, tramite i centri per l'impiego: tutto personale precario e a tempo determinato». Proprio per decidere quale forma di protesta mettere in atto i promotori del comitato hanno fissato un'assemblea aperta per il 12 settembre alle 20 all'hotel Anfora di Tramatza, sulla strada 131.

Ma sulla sospensione del concorso ritorna alla carica anche la Filt Cgil, che per bocca del suo segretario regionale, Arnaldo Boeddu, accusa l'assessorato regionale ai Trasporti di aver preso «una decisione non solo ingiusta nei confronti dei 700 vincitori delle due prove, che hanno speso tempo e soldi per potersi preparare e ambire legittimamente ad avere almeno l'idoneità alla guida di autobus di linea, ma anche sbagliata sotto l'aspetto politico-gestionale». Boeddu spiega, infatti, che nelle aziende di trasporto l'autista di linea al compimento del 61esimo anno di età può essere collocato in pensione d'ufficio, ma, quasi sempre, sono gli stessi autisti a farne domanda a causa del lavoro usurante a cui sono stati sottoposti per anni. Questo comporta che tutte le aziende di trasporto pubblico locale devono sempre avere a disposizione una graduatoria di personale da cui poter attingere per le emergenze o appunto per i posti rimasti vacanti. «Ed è per questo che a suo tempo fu bandita la selezione – attacca il segretario della Filt -. Non capisco ancora, dopo quattro mesi, le ragioni che hanno spinto la Regione ad assumere una decisione tanto assurda, incomprensibile quanto ingiusta. Con l'andata in pensione di un certo numero di autisti e con l'inizio dell'anno scolastico si potrebbe verificare una situazione paradossale. Da una parte la necessità di Arst di dover assumere per poter garantire il servizio di linea scolastico e dall'altra il blocco della selezione, strumento indispensabile per poter assumere in maniera trasparente perché avvenuto a seguito di pubblica selezione». A questo tipo di problemi Boeddu aggiunge anche il mancato trasferimento di risorse e il credito che l'Arst, così come gran parte delle aziende pubbliche e private, vantano nei confronti della Regione.

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