Il Qatar firma: via al San Raffaele
Il documento era l’ultimo tassello che mancava all’accordo Investimento da 1,2 miliardi, apertura il 1° marzo 2015
CAGLIARI. Dopo cento giorni di trattative e di polemiche, ieri è stato definitivamente sancito l’accordo tra la Regione e la Qatar Foundation per il progetto del nuovo ospedale di Olbia. Non si chiamerà San Raffaele - è stato detto - ma avrà un nome legato alle tradizioni della Sardegna. Ieri pomeriggio, dunque l’atto formale conclusivo quando negli uffici di viale Trento è giunto il documento sottoscritto da Rashid Fahad al Naimi, Ceo della Qatar Foundation Endowment. In precedenza, il presidente Pigliaru aveva posto la firma sul documento subito dopo l’emanazione del decreto «Sblocca Italia» che conteneva le deroghe per l’apertura del San Raffaele in Sardegna. Poi il documento era stato trasmesso a Doha per la firma telematica della controparte.
Le polemiche politiche che pure c’erano state all’inizio dell’estate sembrano ormai del tutto dimenticate; ora le organizzazioni del mondo produttivo, dagli industriali agli artigiani, sono soddisfatte perché l’accordo apre la strada a un’investimento di 1,2 miliardi di euro annunciati dal fondo sovrano del Qatar per i prossimi dieci anni per trasformare in polo medico-scientifico internazionale l’ex San Raffaele, la struttura parzialmente costruita dalla fondazione Monte Tabor dello scomparso don Luigi Verzè che fu travolta dai debiti.
«La Sardegna mostra al mondo la propria affidabilità e si apre ad altri possibili investitori stranieri», ha ribadito ieri il presidente della giunta Francesco Pigliaru. «Ad esempio, è importante il ruolo scientifico-tecnologico che General Electric ha dichiarato pubblicamente di voler assumere all’interno di questo progetto. L’accordo dimostra che i percorsi burocratici possono essere brevi anche senza pericolose scorciatoie né norme di emergenza, come troppo spesso è accaduto in passato con risultati disastrosi».
I cento giorni in cui si è sviluppata la trattativa, a partire dall’intesa per l’attivazione del confronto tecnico sanitario, hanno avuto lo sbocco positivo il 29 agosto con l’approvazione del decreto Sblocca Italia. Quel maxi decreto prevede due deroghe senza le quali la Regione, per dare il via libera alla nuova struttura, avrebbe dovuto stornare 55 milioni di euro destinati all’ospedale di Olbia, tagliando 250 posti letto dagli ospedali dell’isola.
Non è tutto. Il Consiglio dei ministri, sempre con quel decreto, ha stabilito che le regioni a Statuto speciale che rimborsano a privati per prestazioni ospedaliere meno del 4 per cento della spesa sanitaria complessiva possano aumentare questa percentuale fino al 5 per cento in presenza di investimenti con partecipazione di capitali prevalentemente esteri. In base all’accordo fra Regione e Qatar Foundation, il tetto di spesa annuale massimo onnicomprensivo a regime per il Servizio sanitario regionale non potrà superare i 55,6 milioni di euro per le prestazioni sanitarie offerte dall’istituendo polo medico-scientifico di Olbia in regime di convenzione.
Le polemiche e anche le divergenze nel centrosinistra, che si erano sviluppate all’inizio della trattativa, con le perplessità mostrate anche dall’assessore alla Sanità, Luigi Arru, sono passate. Ma durante la trattativa si era inserito anche il ministro dello Sviluppo tedesco, Gerd Mueller, che aveva accusato l’Emirato di Doha di essere tra i finanziatori occulti dell’Isis, il califfato islamico. Polemiche riportate dalla stampa ma che non hanno avuto riscontri pratici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
