Cinema, “Il rosa nudo” al festival di Melbourne
SASSARI. Dopo la recente vittoria del “Film For Peace Award” al Festival cinematografico di Gothenburg arriva un nuovo riconoscimento per il pluripremiato film “Il rosa nudo” del regista...
SASSARI. Dopo la recente vittoria del “Film For Peace Award” al Festival cinematografico di Gothenburg arriva un nuovo riconoscimento per il pluripremiato film “Il rosa nudo” del regista cagliaritano Giovanni Coda. Il film è stato inserito nell’Official Selection del festival di Melbourne, concorre come finalista nella categoria “Best Narrative Feature”. Il Melbourne Underground Film Festival (Muff) è un’importante vetrina del cinema indipendente. È noto per il suo radicale, coraggioso ed iconoclasta programma e per il suo sostegno alle più diverse voci della cinematografia indipendente e underground e ai registi impegnati in produzioni sperimentali in tutto il mondo.
“Il rosa nudo”, prodotto da Emilio Milia, racconta la storia di Pierre Seel. Tra le milioni di vittime colpite dalla follia nazista nel periodo della seconda guerra mondiale il francese Pierre Seel, fu imprigionato nel campo di concentramento di Schirmeck perché omosessuale.
Sopravvissuto a questa esperienza terrificante, fatta di torture e umiliazioni, Seel, dopo la fine del conflitto, si è sposato, è diventato padre, cercando di vivere una vita normale. Nel 1982, però, ha Seel denunciato le terribili vicende che lo hanno accomunato a migliaia di altri omosessuali, marchiati come lui con il triangolo rosa: un “coming out” clamoroso che aggiunge altro orrore all'orrore.
“Il rosa nudo”, prendendo spunto dalla autobiografia, pubblicata in francese con il titolo “Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel”, racconta in maniera intensamente drammatica l'Olocausto, soffermandosi anche sulle deliranti teorie scientifiche per la cura dell'omosessualità di Carl Peter Veernet, che hanno aperto la strada alle persecuzioni naziste.
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