La Nuova Sardegna

Estate in fondo al mare Tutti a scuola di diving

di Dario Budroni

Vacanze in Gallura con maschera, pinne e bombole da sub

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OLBIA. Lo trovi in un posto sicuramente insolito. Davanti al museo archeologico e a pochi metri dalle bancarelle della passeggiata estiva. Il cuore della passione subacquea adesso batte nel centro storico. «Questo è un punto strategico, ve lo assicuro. Inoltre da qui possiamo comunque raggiungere fondali da sogno nel giro di pochi minuti» spiega col sorriso Manuel Caboni il titolare del Leila diving center, il primo centro dedicato al mondo sottomarino che ha aperto le porte dentro la città. Una struttura attrezzata di tutto punto: una casetta per mute, maschere e bombole, una piscinetta per i primi esercizi, un piccolo centro informazioni e un gommone che ti porta dritto a Capo Ceraso, Capo Figari e Tavolara. Il Leila diving è nato soltanto un anno fa e vanta già una serie di risultati che gonfiano il petto.

«Lavoriamo molto sia con olbiesi che turisti. Alla fine la nostra base si trova dentro la città, la gente ci vede, si avvicina e si informa – spiega Manuel Caboni, olbiese, da una vita istruttore sub -. Solitamente i diving nascono nelle spiagge e nei centri turistici. Per esempio io ne ho avuto uno a Porto Rotondo dal 1990 fino al 2012, ma devo dire che anche in città si lavora bene. È stata una scommessa, siamo convinti di aver portato a Olbia qualcosa di nuovo e che prima non c’era». Il Leila si appoggia al locale all’aperto Aquavillage. Qui si organizza tutta l’attività. La struttura di Manuel Caboni dà la possibilità a chiunque di fare immersioni e snorkeling negli angoli più affascinanti della costa olbiese, ma rilascia anche brevetti dopo precise ed efficaci lezioni. Anche per questo il Leila diving ha una piccola piscina, posizionata proprio davanti al museo, dove i principianti possono imparare a respirare sott’acqua e scoprire tutti i segreti dell’immersione. «Poi ovviamente organizziamo le uscite. Solitamente andiamo a Capo Ceraso, lì ci sono dei fondali bellissimi e poco conosciuti» continua Manuel Caboni, che porta avanti la sua attività insieme agli amici Giovanni Murgia, Francesco Mele e Sebastiano Casu. Ma il Leila diving center non pensa soltanto alla stagione estiva. È infatti partner dell’iniziativa «Olbia 1000», quel progetto cominciato lo scorso inverno al Geovillage e che punta rilasciare gratuitamente 1000 brevetti in tre anni. Una straordinaria impresa organizzata dall’associazione «Olbia 100» e patrocinata dalla Nase. «È una iniziativa pensata per promuovere la passione per il mondo subacqueo in città – spiega Manuel Caboni -. Così si contribuisce anche ad allungare la stagione. Tutti i brevettati, che sono prevalentemente olbiesi, potranno fare immersioni pure durante l’inverno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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