La Nuova Sardegna

Cresce la mobilitazione: «Basta con war games»

di Pier Giorgio Pinna
Cresce la mobilitazione: «Basta con war games»

Da destra a sinistra politici contro addestramenti indiscriminati e senza controlli Settembre di proteste e manifestazioni, referendum a sostegno del governatore

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SASSARI. Spento il rogo a Capo Frasca, cresce la mobilitazione contro le servitù militari e divampano fortissime le polemiche politiche. Nasce un fronte compatto che abbraccia tutti i partiti e i movimenti. Posizioni non omogenee, certo. Ma ovunque contrassegnate da un solo slogan: «Basta war games». Da destra a sinistra tanti i politici sardi schierati contro addestramenti militari indiscriminati e senza indispensabili controlli di sicurezza. Si preannuncia così un settembre di proteste, denunce, manifestazioni.

A tranquillizzare non basta che l'aeronautica, dopo un sopralluogo ufficiale, abbia dato lo stop nel poligono alle esercitazioni “a rischio incendio”. E a placare gli animi non sono sufficienti neppure le precisazioni fornite dall’aviazione militare su come ci sia stata sempre collaborazione con la Forestale nelle operazioni per spegnere l’incendio.

La polemica si riaccende di prima mattina e va avanti per tutta la giornata. Così, se gli indipendentisti di Sardigna Natzione puntano il dito contro i vertici militari, i sovranisti del partito dei Sardi annunciano che lanceranno un referendum per la chiusura dei poligoni nell'isola. E preparano una raccolta di firme (almeno 10mila), oltre a una manifestazione «in un luogo simbolico» per sostenere l’amministrazione regionale, impegnata nel confronto con lo Stato. «Valutiamo positivamente gli atti finora compiuti dal presidente Pigliaru e dal nostro governo», afferma Franciscu Sedda, segretario del partito che fa parte della maggioranza di centrosinistra alla guida della Regione. Ma l’incidente di Capo Frasca avrà strascichi parlamentari: la deputata pd Caterina Pes presenta un'interpellanza urgente al ministero della Difesa. Per Attilio Dedoni (Riformatori) ci vuole più dell’indignazione. E la parlamentare di 5 Stelle Emanuela Corda rincara la dose: «Bisogna avere un quadro più chiaro di cosa accade a Capo Frasca e negli altri poligoni, le esercitazioni militari non possono avere corsia preferenziale rispetto alla tutela del patrimonio naturalistico della nostra regione e alla salute dei cittadini. Basta con gli scempi». Dura prese di posizione anche da Pietro Pittalis (Fi).

I sardi che contestano l’abnorme presenza di servitù nell’isola (circa il 65% di quelle che gravano sull’intero territorio nazionale), movimenti antimilitaristi e indipendentisti cominceranno da oggi «appuntamenti rovesciatavolo», come li definisce Sardigna Natzione. Stamane alle 10 al poligono di tiro sull’Omodeo, a Sorradile, assemblea per contestare le attività di addestramento dei Caip di Abbasanta. Manifestazione organizzata dalle comunità che si affacciano sul lago. «Parteciperemo insieme ad amministratori e cittadini per chiedere la chiusura immediata di un poligono che ha bloccato ogni tipo di investimento turistico», annunciano gli indipendentisti di ProgReS-Progetu Republica, che alle ultime regionali del 16 febbraio scorso ha sostenuto la candidatura a presidente della scrittrice Michela Murgia. Ci sarà pure Sardigna Natzione, che si prepara ad aderire anche alla più imponente manifestazione prevista per sabato 13 proprio al poligono di Capo Frasca.

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