Mozione per le bonifiche Sel: «Non si perda tempo»
Il deputato Michele Piras ha chiesto al Governo un intervento urgente Numerose ordinanze e accordi di programma imporrebbero già l’avvio dei lavori
SASSARI. «Considero preoccupante e ingiusto il silenzio calato sulle bonifiche dei siti contaminati a Porto Torres, area industriale che presenta una molteplicità di situazioni particolarmente gravi, classificate Sin, e per le quali le bonifiche dovrebbero costituire una priorità per qualsiasi governo. Sia per risanare l'ambiente e garantire la salute pubblica che per creare occupazione in una delle aree più colpite dai processi di deindustrializzazione e da elevatissimi tassi di disoccupazione».
Da queste valutazioni è nata l’iniziativa di Michele Piras, il deputato di Sinistra ecologia e Libertà che ha presentato una mozione parlamentare (della quale è primo firmatario), con la richiesta che venga discussa con la massima urgenza.
L’obiettivo è quello di impegnare il Governo affinchè le bonifiche vengano attivate al più presto. «L’inquinamento del Sito di interesse nazionale di Porto Torres – ha detto Michele Piras – è accertato da tempo e dopo anni di conferenze di servizi, decreti e ordinanze, è giunto il momento di attivare il piano di risanamento delle aree contaminate. Una operazione che deve avvenire con la costante presenza e il controllo del Governo e della Regione sarda».
La mozione presentata da Sel ripercorre la storia del sito industriale di Porto Torres con il riferimento alla tappa del 22 gennaio 2002, quando è stato sottoscritto il Protocollo per gli interventi di risanamento ambientale nei siti Enichem e Polimeri, con le procedure da adottare, anche in conformità a quanto stabilito dalla delibera della giunta regionale del 10 ottobre 2001 (34/22). Il Sito di interesse nazionale era stato individuato il 31 luglio del 2002, con la legge numero 179 (articolo 14) e il 7 febbraio del 2003 era stato emanato il decreto del ministero dell’Ambiente (Gazzetta ufficiale del 23 aprile, n. 94), con la relativa perimetrazione del Sin nell’aerea industriale di Porto Torres.
Si tratta di un’area di oltre 1800 ettari e comprende il petrolchimico (con stabilimenti e discariche, altre aree interessate dallo smaltimento di rifiuti), il polo elettrico (E.On-ex Endesa e impianti Terna), spazi del Consorzio Asi, oltre alla fascia marina antistante il nucleo industriale ( per oltre 2700 ettari).
Il testo di Sel, secondo quanto ha sottolineato Michele Piras, disegna la complessa situazione ambientale con una serie di dati emblematici relativi all’inquinamento rilevato nella darsena industriale. Il 22 settembre 2009, a Roma, è stato stipulato l’Accordo di programma tra la Regione, il ministero dell’Ambiente, la Provincia di Sassari e i Comuni di Porto Torres e Sassari per definire gli interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza d’emergenza e bonifica nel Sin di Porto Torres. E il 5 settembre 2011 - tre anni fa - la Provincia, con una ordinanza, ha intimato a Syndial «di provvedere alle attività di bonifica nella darsena servizi del porto industriale turritano. A novembre 2011 il decreto per l’avvio dei lavori relativi al trattamento delle acque di falda (per 125 milioni di euro).
«Nonostante le numerose ordinanze promulgate da provincia e Comuni e i decreti del ministero dell’Ambiente – ha concluso Michele Piras – a distanza di quasi 12 anni ancora non si hanno certezze sull’avvio definitivo del processo delle bonifiche e dei progetti per il successivo rilancio industriale ed economico che possa garantire nuova occupazione nel territorio. È giunta l’ora di passare ai fatti».
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