La Nuova Sardegna

In viaggio nell’isola lontano dalle spiagge

di Paolo Merlini

Sempre più vacanzieri scelgono la Sardegna centrale per un soggiorno Sono stranieri e ecologisti, arrivano da tutto il mondo e si muovono in coppia

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NUORO. Sono più istruiti rispetto a chi trascorre le vacanze nelle coste dell’isola. Molto spesso si tratta di laureati, o di persone che svolgono professioni per le quali è necessario un livello elevato di preparazione. Amano la natura, si muovono generalmente in coppia, viaggiando su utilitarie prese a noleggio all’arrivo in aeroporto, il più delle volte con un volo low cost. E sono stranieri, almeno al 70-75%.

È l’identikit dei turisti che ogni estate, sempre di più, privilegiano l’interno rispetto alla Sardegna balneare. I numeri non sono dalla loro parte: sono un élite, una goccia nel mare delle presenze massicce a ridosso delle spiagge. Sono spesso giovani animati da curiosità, ma non mancano le coppie di cinquantenni e di anziani. Giovani come Sebastian e Sarah, francesi di Tolosa, 32 e 27 anni. Lui fa l’ingegnere elettronico, lei l’anatomo patologo. Resteranno in Sardegna per due settimane, ma la prima hanno deciso di trascorrerla sotto la cima del Monte Ortobene, a Nuoro. Fanno tappa a Casa Solotti, il bed & breakfast che Mario Zizi ha aperto una quindicina d’anni fa trasferendo la propria residenza in una villetta immersa tra i lecci, a 820 metri d’altezza. Lo manda avanti da marzo a dicembre con la sua compagna Frederique, una ragazza parigina che si è innamorata dell’interno della Sardegna e ha deciso di restarvi. Ogni mattina, dopo colazione, gli ospiti Sebastian e Sarah partono per una destinazione diversa e alla sera fanno rientro a Casa Solotti. Una settimana non è tanto per conoscere questa parte dell’isola, ma in pochi giorni hanno già visitato luoghi straordinari in cui tanti sardi non hanno mai messo piede: sono stati nei siti archeologici di Su Tempiesu a Orune e Su Romanzesu a Bitti, poi a Tiscali, si sono spinti sino a Punta Lamarmora. Non si sono fatti mancare una gita nelle cale del Golfo di Orosei.

No Reservations. Se un vostro conoscente della penisola vi dicesse che passerà la vacanze a Nuoro o a Bitti, per citare due località al di fuori dell’abituale circuito turistico, lo vedreste probabilmente come un eccentrico. Passi per Oliena o Dorgali, o la capatina a Orgosolo, mete canoniche del turismo interno, ma Nuoro! È una delle ragioni per cui la clientela di Casa Solotti è straniera al 90-95 per cento. «Se non ci fossero stati gli stranieri avrei chiuso da anni», dice Mario Zizi, che ha capito sin dall’inizio quanto la presenza su internet fosse fondamentale. Lo ha capito ben prima della nascita dei portali per viaggi che oggi vanno per la maggiore, come Booking o Trip Advisor, dove pure è presente da qualche anno con feedback, cioè i gradimenti degli utenti, davvero eccellenti: 9,4 in una scala da uno a dieci sul primo sito e 98 per cento sul secondo. C’è persino una guida australiana, “Vroom by the sea” di Peter Moore, che all’esperienza sull’Ortobene ha dedicato un intero capitolo. E infatti gli australiani sono ospiti fissi a Casa Solotti, assieme a francesi, belgi olandesi, statunitensi e canadesi. E tedeschi ovviamente. Il b&b compare infatti anche nelle guide Lonely Planet, Guide de routard e Petit Futé. Cosa cercano? «La natura, principalmente». Si muovono da soli, ma spesso Mario organizza per loro escursioni al villaggio nuragico di Tiscali o alla gola di Gorroppu. O nello stesso Monte Ortobene, anche se la sentieristica è molto carente. Al punto che un sentiero Mario Zizi l’ha fatto da sé: venti minuti a piedi in un percorso affascinante che conduce sino alla piscina olimpionica di Farcana. Altra meta dei turisti, tra le poche che offre l’Ortobene, l’agriturismo Roccas vicino al parco di Sedda Ortai, dove si può anche campeggiare o prendere lezioni di yoga. Quando lo chef e conduttore televisivo Anthony Bourdain ha fatto tappo nell’isola con il suo programma “No Reservations”, nel 2012, è venuto qui per illustrare i segreti della cucina sarda tradizionale. Non c’era ancora il porcetto arrosto take away, in eleganti e pratiche confezioni di cartone, ma di sicuro lo avrebbe apprezzato.

Viaggiatori, non turisti. Un’altra meta gettonata di questa Barbagia insolita – quindi al di là di Dorgali e Oliena, dove ha aperto la strada il ristorante e resort Su Gologone, che è decisamente fuori classifica – è Bitti. Qui la meta più gettonata è Su Lithu, un hotel quattro stelle immerso nel bosco che sovrasta il paese e dal quale la vista corre sino alle falesie del Montalbo. Ha diciotto camere, è stato al completo per tutto agosto e lo sarà per buona parte di settembre. Molti ospiti hanno prenotato via internet, nel sito dell’albergo o tramite Booking (punteggio 8,4), mentre Trip Advisor ha già assegnato il proprio certificato d’eccellenza per il 2014. «Poi ci sono i turisti walk-in – dice il proprietario Dario Giovannetti, che gestisce l’albergo di famiglia assieme alla moglie Susana, spagnola – Sono coloro che arrivano a Bitti spinti dalla curiosità, entrano in albergo, lo trovano accogliente e si fermano». Anche a Su Lithu la clientela è internazionale, intorno al 75 per cento. Coppie anche qui, o famiglie con uno, due figli, di età varia: dai trentenni ai settantenni. Anche quella di Dario Giovannetti, dopo quindici anni di lavoro, è una scommessa vinta. Bittese, è tornato a casa dopo aver girato il mondo, deciso a dare una nuova impronta all’albergo di famiglia, e adeguarlo ai tempi che cambiavano. «Erano gli anni del turismo dei pullman – ricorda Dario, 40 anni – e i tour operator mi dicevano: ma cosa viene a fare un turista a Bitti? Allora io preparavo itinerari culturali, archeologici, ambientali. Poi ho capito che sbagliavo. Se mi facessero di nuovo la stessa domanda, oggi risponderei: per fare nulla. Cioè riposarsi, vivere un paese vero in prima persona. Conoscerne le tradizioni e l’eccellenza enogastronomica. E avere l’opportunità di visitare un ambiente straordinario. Mi piace pensare ai miei ospiti come viaggiatori, non turisti», conclude Dario. Ne è talmente convinto che sul web presenta così il suo albergo: «Lontano dalle principali mete turistiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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