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Il sardo salvo grazie al bilinguismo

Il sardo salvo grazie al bilinguismo

Lo studio ha coinvolto 95 bambini delle scuole del Nuorese

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NUORO. Il bilinguismo è essenziale per la sopravvivenza del sardo e quando i bambini lo parlano fin da piccoli beneficiano dei vantaggi che i ricercatori hanno evidenziato nei bilingui, in particolare risultati migliori a scuola, maggiore attenzione selettiva e flessibilità per adattarsi a nuovi compiti. È quanto emerso dal progetto di ricerca “Bilinguismu creschet” sul bilinguismo sardo-italiano, a cura dell’università di Edimburgo, che ha coinvolto 95 bambini di prima e seconda elementare del Nuorese e i cui risultati sono stati presentati in un incontro a Nuoro. La comunità è stata scelta per l’elevata competenza in lingua locale (76 per cento) e per la più alta percentuale di trasmissione intergenerazionale del sardo nell’isola, pari al 26. Sono state le ricercatrici dell’università scozzese Manuela Mereu e Antonella Sorace a illustrare nel dettaglio i risultati dello studio finanziato dalla Regione e coordinato dalla Provincia di Nuoro, in collaborazione con otto scuole: gli istituti comprensivi di Desulo, Fonni, Lula, Orgosolo e Tonara, la scuola elementare di Mamoiada e gli istituti nuoresi Biscollai e Montegurtei.

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