La Nuova Sardegna

Piras (Sel): deluso dalle risposte del governo

di Luca Fiori
Piras (Sel): deluso dalle risposte del governo

Il parlamentare ha presentato un’interpellanza sulla connessione tra polveri sottili e tumori

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SASSARI. «Sono scosso e profondamente deluso». Attendeva risposte dal ministero della Difesa e da quello della Salute ieri pomeriggio alla Camera il deputato di Sel Michele Piras, alla sua interpellanza urgente sulla sentenza del Tar del Lazio che riconosce la correlazione diretta fra esposizione a polveri sottili derivanti da esplosioni e malattia contratta da un militare, equiparando di fatto l'attività nei poligoni ai teatri operativi. Risposte che secondo il parlamentare non sono arrivate. «Il ministero della Salute non si è proprio presentato - commenta con amarezza Piras - e per quello della Difesa ha risposto il sottosegretario Gioacchino Alfano. La sua risposta è stata cavillosa e difensiva - ha aggiunto il parlamentare - ma più che altro è stata una non risposta». Secondo Michele Piras la sentenza del Tar rappresenta un precedente storico di grande rilevanza, che consegna l'onere della prova all'amministrazione militare, invertendo l'orientamento fin qui acquisito che attribuiva alla persona colpita da malattia l'onere di dover dimostrare la correlazione con la causa di servizio e l'ambiente di lavoro. «In aula ho sentito argomentazioni tra il surreale e il ridicolo - ha aggiunto il deputato di Sel - il Governo sta negando l’evidenza, sostenendo che il Tar del Lazio in realtà non ha condannato la Difesa a pagare risarcimenti e che non c’è la diretta connessione tra la malattia e l’esposizione alle polveri sottili prodotte dalle esplosioni». Sconcertato dalla risposta del sottosegretario della Difesa, Piras che ha chiesto ironicamente di moltiplicare i poligoni militari nell’isola. «Se non creano danni - ha detto l’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà - anzichè ridurre le basi dovremmo aprirne di nuove». Piras ha annunciato che ripresenterà l’interpellanza al ministero della Salute che ieri era misteriosamente assente. «In Sardegna - ha scritto Piras nell’interpellanza - insiste la quota parte più ampia di servitù militari, tra cui i tre poligoni più grandi d'Europa, spesso oggetto di polemiche e indagini relative all'impatto ambientale causato dalla presenza militare. I poligoni di Capo Teulada e Quirra sono oggi oggetto di indagini e inchieste della magistratura, in particolar modo relativamente all'ipotesi di reato di disastro ambientare a danno dei territori e delle popolazioni locali - aggiunge Piras - numerosi militari e civili che hanno prestato servizio nelle aree militari hanno contratto malattie, fra le quali alcune forme tumorali, ma esse non sono mai state riconosciute come malattie correlate al lavoro svolto. La sentenza - ha aggiunto il parlamentare - rappresenta un caposaldo giuridico con il quale si dovranno confrontare i vertici della difesa al fine di dare giustizia agli oltre 3600 malati ed alle 308 famiglie che hanno perso un loro congiunto a causa dell'inquinamento bellico».

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