Si apre la battaglia per la successione a Lai
Mancano sei giorni per chiudere sulle candidature, e per ora circolano 10 nomi Solo dall’accordo tra le diverse correnti uscirà il vincitore. In pole Soru e Sanna
CAGLIARI. La grande corsa verso la segreteria del Pd sardo durerà altri sei giorni: il tempo di ratificare le candidature per la successione di Silvio Lai. Il pendolo del Centrosinistra si è fermato dalla stessa parte in cui era nei mesi più tormentati della recente storia con le primarie per le regionali vinte da Francesca Barracciu, costretta poi al ritiro a vantaggio di Francesco Pigliaru. Era la notte dell’Epifania quando le grandi correnti del partito arrivarono all’accordo sulla presidenza della giunta; Silvio Lai aveva ottenuto da Renzi la possibilità di far slittare il congresso e ora si riparte con la stessa leadership dell’isola (Silvio Lai, Antonello Cabras e Renato Soru). Una leadership che, unico fatto nuovo, deve tenere conto degli assetti della Regione targata Pigliaru, della partita aperta nella Sanità per il governo delle Asl e dei posti di sottogoverno.
Candidati.Non ci sono ancora candidature ufficiali e per questo la rosa dei candidati è piuttosto ampia: dieci i nomi che circolano ma la lista è destinata ad assottigliarsi. Il primo punto da chiarire è il ruolo dei big, a cominciare da Renato Soru, che ha avuto un successo elettorale straordinario alle europee e che potrebbe riprovare la scalata alla segreteria: in queste ultime settimane Soru ha partecipato a diverse assemblee territoriali raccogliendo l’invito a candidarsi. Se, invece, dovesse prevalere la linea del rinnovamento «a tutti i costi», l’ex presidente della Regione potrebbe indicare il nome di un giovane. La candidatura di Soru non è vista bene da Francesca Barracciu, sottosegretario alla Cultura, la quale ha dichiarato all’Ansa: «Il segretario deve stare in pianta stabile in Sardegna e il Pd si deve lasciare alle spalle le vecchie frizioni. Spero che tutti mettano in campo non se stessi ma la propria generosità». La candidatura di Soru sarebbe alternativa a quella di Francesco Sanna, un altro big, deputato, lettiano di ferro ma da sempre vicino all’ex presidente Soru. Nella galassia del Pd sardo l’area Cabras, che comprende il segretario uscente ma anche il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha in portafoglio i nomi di quattro possibili candidati: si tratta di Emanuele Cani, deputato, Pietro Morittu, capogruppo dei Democratici a Carbonia, non eletto per una manciata di voti alle ultime regionali, Walter Piscedda, consigliere regionale, sindaco di Elmas, e Romina Mura, deputata, sindaco di Sadali, unica donna nella decina di possibili candidati. È un altro elemento della politica sarda che, prima delle candidature alle regionali presentava sulla carta un tris di donne: Barracciu (Centrosinistra), Lombardo (Centrodestra) e Michela Murgia; le prime due non furono candidate per motivi diversi la terza, nonostante i 70 mila voti presi, non è entrata in Consiglio. L’area Barracciu, (che avrebbe il sostegno di altre parti importanti del Pd, da Siro Marroccu a Tore Ladu), candiderebbe i renziani della prima ora: Gavino Manca o Chicco Porcu. Gli ultimi due nomi sono di giovani ousider: Tomas Castangia, civatianao ma sostenuto dal movimento composito “Traversata” e Luca Clemente, già componente dell’assemblea regionale.
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