La Nuova Sardegna

Un ufficio di collocamento in Bulgaria per dare lavoro ai sardi

di Alessandro Pirina
Un ufficio di collocamento in Bulgaria per dare lavoro ai sardi

Creata a Sofia un’agenzia per chi vuole lasciare l’isola e tentare la fortuna a est. A dare l’input il circolo degli emigrati: diamo assistenza, ma diciamo anche no

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SASSARI. Il nuovo Eldorado si trova a est. Per sfuggire alla crisi sono sempre più numerosi gli italiani che scelgono di lasciare l'ex Belpaese. E tra le mete oggi con più appeal c'è la Bulgaria, o meglio Sofia, la sua capitale. A far scattare la decisione di cambiare casa, lingua e cucina è il tenore di vita dei bulgari, molto più basso di quello italiano. Ovviamente questa nuova emigrazione verso est non può non riguardare anche la Sardegna, dove negli ultimi tempi la disoccupazione ha raggiunto livelli record, facendo colare a picco lo stile di vita. E proprio per aiutare i propri "connazionali" a orientarsi nel mercato del lavoro bulgaro il circolo dei sardi ha aperto un suo ufficio di collocamento a Sofia. Un servizio a 360 gradi per tutti gli isolani che intendono lasciare il Tirreno per il Danubio. «Il nostro vuole essere un aiuto concreto per chi pensa di venire a vivere a Sofia – spiega Alessandro Calia, vicepresidente del circolo Sardica di Sofia –. Noi, come tutti i circoli degli emigrati, dipendiamo dall’assessorato al Lavoro, che in questo periodo si trova a dover gestire uno dei momenti peggiori dal dopoguerra. È questo che ci ha spinti a creare questo ufficio di collocamento. Chiunque può chiamare il nostro numero 00359 893 637702 e noi saremo lieti di aiutarlo nelle procedure burocratiche, saremo felici di dargli qualsiasi tipo di assistenza e di informazione. Ma potremmo anche sconsigliargli di venire, perché magari Sofia non risponde alle sue esigenze». Calia, infatti, spiega che la Bulgaria non è un paese per tutti, non è un Eldorado per chiunque decida di trasferirsi. «La Bulgaria, o meglio Sofia, può essere una scelta ideale per chi ha un lavoro altamente qualificato, per un ingegnere, per un medico. O per un imprenditore che vuole aprire una sua azienda. In questi casi lo stipendio è più che buono, anche perché in Bulgaria si paga il 10 per cento di tasse e il personale ha un costo molto basso. Per poter vivere bene bastano 1.000 euro. Ma trasferirsi per lavorare come dipendente non ha senso, perché lo stipendio non supera i 200 euro. A quel punto meglio rimanere in Italia». Oggi in Bulgaria sono residenti una quarantina di sardi, mentre altri 300 hanno interessi nella capitale. In questi ultimi mesi, inoltre, alcuni hanno fatto un sopralluogo a Sofia per valutare se trasferirsi, ma alla fine hanno scelto di restare nell'isola. «Abbiamo ricevuto circa 200 richieste di informazioni, ma cinque famiglie sono venute qui per vedere come si vive. Erano tutti pensionati, ma abbastanza giovani, sui 55 anni circa, e anche con pensioni che si aggiravano intorno ai 1.500-1.600 euro a famiglia. Sono stati a Sofia, hanno girato, hanno visto come funziona la vita, ma alla fine hanno scelto di rimanere in Sardegna. Evidentemente per vivere qui avrebbero dovuto fare troppe rinunce e non lo hanno ritenuto conveniente». L’attività del circolo Sardica, presieduto dal generale Gianfranco Vacca e impegnato a sostenere la candidatura di Cagliari come capitale europea della cultura 2019, gode anche dell’appoggio dell’ambasciata. Alla inaugurazione dell’ufficio di collocamento, nei giorni scorsi, era infatti presente anche l’ambasciatore Marco Conticelli. «Conto molto sul circolo – ha detto a Vacca e Calia – quale ausilio per lo svolgimento di eventi che interessano l’Italia in questo paese».

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