La Nuova Sardegna

ghilarza

Al via da oggi la Summer School su Gramsci

di Maria Antonietta Cossu
Al via da oggi la Summer School su Gramsci

Studiosi da tutto il mondo, un’ iniziativa che vuol diventare punto di riferimento mondiale

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GHILARZA. L’importanza di chiamarsi Gramsci ha portato e condurrà nel cuore della Sardegna docenti e studenti da ogni angolo del mondo. E’ l’effetto calamita della Ghilarza Summer School, la prima scuola internazionale di studi gramsciani nell’ isola. La GSS è stata istituita dall’associazione Casa Museo di Antonio Gramsci in collaborazione con la Fondazione Istituto Gramsci e con l’International Gramsci Society, il sostegno finanziario della Fondazione Banco di Sardegna e sotto l’egida dei due principali atenei sardi e dei Comuni di Ghilarza e Cagliari.

La Ghilarza Summer School si candida a diventare «il punto di riferimento mondiale per gli studi gramsciani», obiettivo ambizioso per stessa ammissione dei fondatori ma non utopistico. «Non solo il luogo d’incontro e di collaborazione dei più importanti studiosi di Gramsci – dicono i promotori del progetto – . Ma anche lo spazio in cui la tradizione storico-filologica italiana potrà fecondamente dialogare con l’approccio teorico e analitico dominante nel mondo anglofono».

Ieri alle 19.30 i docenti e i quindici corsisti sono stati accolti al museo dal direttivo della scuola, presieduto da Giovanna Faedda, e da una delegazione comunale guidata dal sindaco Stefano Licheri. Il comitato di benvenuto ha poi guidato gli ospiti attraverso le sale dell’Agorà, dov’è allestita la mostra fotografica su Enrico Berlinguer. Alle 21,30 nella Torre Aragonese Giuseppe Vacca, presidente della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, ha tenuto una lectio magistralis sul concetto gramsciano di egemonia.

Il corso intensivo comincerà oggi all’hotel Su Baione di Abbasanta con la prima sessione di studi, che quest’anno verteranno sul tema dell’egemonico e del “subalterno”. La folta delegazione di docenti (provenienti dalle università di Otterbein (Usa), dell’Indiana, di Rio de Janeiro, di Londra, della Calabria, di Pavia, di Urbino e di Cassino) e di ricercatori (italiani, brasiliani, argentini, messicani e inglesi) parteciperà anche a una serie di attività culturali che la metterà in contatto con le comunità locali e con personalità del mondo dell’arte e della cultura, come l’artista svizzero Thomas Hirschhorn, ideatore del progetto Gramsci Monument, che ha animato il quartiere del Bronx, il direttore del Museo Man di Nuoro, Lorenzo Giusti, e il pronipote di Gramsci, Luca Paulesu, autore del fumetto “Nino mi chiamo”, edito da Feltrinelli.

Le lezioni saranno riprese dalla piattaforma video "Facultimedia"(http://facultimedia.com/), che realizzerà un documentario, e saranno successivamente online insieme alle interviste ai docenti.

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