La Nuova Sardegna

Anek: «GoinSardinia era piena di debiti»

di Giampiero Cocco
Anek: «GoinSardinia era piena di debiti»

I legali della compagnia spiegano perché hanno riportato il traghetto in Grecia: «Non siamo noi i responsabili dei disagi»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Dopo alcune giornate di silenzio il caso GoinSardinia si rianima con il duro intervento della Anek Lines, la compagnia greca che ha affidato ad uno studio legale di Genova la tutela dei propri interessi in Italia.

«Abbiamo soltanto applicato alla lettera il contratto di nolo – afferma la compagnia di navigazione greca nel rispondere ad alzo zero a GoinSardinia – e l’interruzione di pubblico servizio compete esclusivamente il committente sardo, oberato di debiti». A lanciare la salva di siluri difensivi, dopo giorni di accuse da parte di GoinSardinia di aver abbandonato migliaia di passeggeri sui porti sardi e di Livorno, sono stati ieri gli avvocati genovesi Cecilia Vernetti e Guglielmo Camera, che curano gli interessi della Anek Lines in Italia. Nel loro comunicato precisano che il traghetto El Venizelos «era noleggiato da GoinSardinia e impiegato da quest’ultima nella tratta Livorno - Olbia che la stessa GoinSardinia gestiva e per la quale rimane l’unico soggetto responsabile, com’è altresì unicamente responsabile per i passeggeri di tale linea e per il personale di bordo impiegato, come da condizioni in essere nel relativo contratto di noleggio. Senza pregiudizio alcuno per la loro posizione, gli armatori hanno infatti deciso di pagare gli stipendi dell’equipaggio, prima che la nave lasciasse l’Italia, stante il rifiuto di GoinSardinia in tal senso. In data 27 agosto 2014 Anek ha esercitato il suo legittimo diritto di risolvere il contratto di noleggio per il mancato pagamento del nolo e di altre somme dovute da GoinSardinia. Tali somme a oggi rimangono insolute. Non corrisponde al vero il fatto che GoinSardinia abbia pagato ad Anek il nolo fino al 31 agosto 2014 e comunque, Anek ha esercitato il diritto di risolvere il contratto di noleggio per altre somme ancora dovute in base al contratto di noleggio sottostante. GoinSardinia parla del deposito di 1milione e 100mila versato in base al contratto di noleggio. Tale deposito, come da clausole del contratto di noleggio, era utilizzabile al solo fine di regolare i conti finali al momento della riconsegna della nave e non al fine di soddisfare il pagamento del nolo. A ogni buon conto i debiti contratti in base al contratto di noleggio da parte di GoinSardinia sono superiori all’ammontare del deposito suddetto. GoinSardinia ha affermato che la nave avrebbe subito dei ritardi nel corso dell’esercizio per asseriti problemi al motore principale. A oggi GoinSardinia non ha fornito alcun dettaglio specifico di tali asseriti ritardi, salvo avanzare un generico e sproporzionato reclamo in relazione ad asserite perdite nascenti da tali ritardi. In ogni caso gli armatori respingono qualsivoglia addebito o responsabilità in relazione a tali danni in base al contratto di noleggio e a qualsiasi titolo. Non c’è stata alcuna decisione da parte del Tribunale di Livorno, come invece riferito da GoinSardinia, in relazione all’accertamento tecnico sulla nave richiesto per ispezionare il motore principale. Infatti GoinSardinia ha rinunciato al relativo procedimento, abbandonandolo. Gli armatori sono soggetti passivi di procedimenti di sequestro da parte di “Acquedotto Portuale Srl” di Livorno, degli ormeggiatori dello stesso porto e analoghi procedimenti potrebbero essere avviati dagli operatori del porto di Olbia in relazione a servizi resi a favore di Goinsardinia, servizi che fino ad oggi non sono ancora stati saldati da quest’ultima». Il flop di GoinSardina ha innescato una reazione a catena che ha coinvolto l’Unità di crisi – che ancora oggi sta gestendo le partenze dei circa 12mila passeggeri con auto al seguito lasciati a terra dal 27 agosto scorso, un’emergenza che si concluderà il 14 settembre, quando l’ultimo dei clienti di GoinSardinia lascerà, a sue spese, l’isola –, Unità di crisi diretta dall’ammiraglio Nunzio Martello, dell’autorità portuale di Olbia e fatto aprire due inchieste. La prima amministrativa e la seconda, più delicata, penale, affidata dal capo della procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi agli uomini della capitaneria di porto di Olbia e del nucleo tributario della guardia di finanza. L’amministratore delegato di GoinSardinia, Gian Paolo Scano, è stato sentito più volte dalle fiamme gialle. In qualità di persona informata sui fatti, al momento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative