L’industria della cultura in Sardegna rischia lo stop
L’assemblea degli operatori: «In due anni abbiamo subito tagli pesanti e perso tanti posti di lavoro, siamo al collasso»
CAGLIARI. La crisi e i tagli rischiano di travolgere nell’isola anche l’industria dello spettacolo. A denunciarlo è l’assemblea regionale dell’Agis, l’associazione che rappresenta le più importanti associazioni di spettacolo dal vivo, che si è riunita al teatro delle Saline di Cagliari. «In Sardegna corriamo il rischio di assistere a una vera e propria ecatombe delle aziende culturali e delle principali manifestazioni che da decenni supportano l’offerta turistica e culturale – affermano gli operatori dello spettacolo –. I pesantissimi tagli nei finanziamenti da parte degli enti locali in due anni hanno portato l’assessorato regionale alla Pubblica istruzione a ridurre del 40 per cento i finanziamenti destinati al comparto professionale dello spettacolo. Senza contare che nello stesso periodo l’assessorato al Turismo ha contemporaneamente tagliato del 50 per cento le risorse destinate agli eventi di grande interesse turistico».
La denuncia dell’assemblea dell’Agis non è un atto d’accusa nei confronti dell’assessore alla Cultura, Claudia Firino, di cui anzi è apprezzato «l’impegno che ha portato all’approvazione di una delibera della giunta che ha reso immediatamente erogabili gli esigui fondi finora stanziati. Ma queste erogazioni – sottolineano gli operatori – non saranno però sufficienti a salvare il comparto oggi al collasso, la cui realtà deve necessariamente essere affrontata come una vera e propria emergenza di carattere economico-sociale, che necessita subito di adeguate risorse integrative già nel riassestamento del bilancio regionale 2014». Dall’assemblea Agis, dunque, l’appello alla giunta Pigliaru a intervenire subito con uno stanziamenti di risorse per evitare la catastrofe. L’ennesima catastrofe occupazionale.
«Il prezzo che tutta l’isola sta pagando, sta diventando estremamente elevato, non solo in termini culturali, ma anche sociali: negli ultimi 15 mesi, gli oltre mille posti di lavoro stabili, garantiti dagli organismi professionali dello spettacolo, hanno subito una vera e propria falcidie, con numerosi licenziamenti e un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali». Altrettanto gravi, denuncia l’ Agis, sono le conseguenze sulla forza lavoro a tempo determinato e su quella occupata nelle aziende dell’indotto, componenti che contano almeno un altro migliaio di addetti tra artisti, tecnici e operai, in molti casi esclusi dalle garanzie sociali. «Non intervenire tempestivamente significherebbe provocare un ulteriore impoverimento del tessuto culturale della Sardegna, già menomato dal susseguirsi inarrestabile di cancellazioni di importanti e storici appuntamenti culturali, nonché una diminuzione della competitività a livello nazionale, che porterebbe inevitabilmente la Regione a consistenti perdite di indotto finanziario da parte del ministero del Turismo e Spettacolo. Non possiamo correre il rischio di assistere a una vera e propria ecatombe delle aziende culturali e delle principali manifestazioni sarde che da decenni sostengono l’offerta culturale e turistica dell’isola». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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