La Nuova Sardegna

Nel mirino anche la vendita al Qatar

 Nel mirino anche la vendita al Qatar

Secondo Fiordalisi ci sarebbe stata una maxi evasione fiscale dietro la cessione del regno del lusso

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO CERVO. Non è la prima volta che la Costa Smeralda finisce nel mirino di Domenico Fiordalisi. Da quando si è insediato alla guida della procura di Tempio, era l’agosto 2013, il magistrato ha avviato diverse inchieste incentrate sul dorato mondo di Porto Cervo e dintorni. La più clamorosa è sicuramente quella sulla cessione della stessa Costa Smeralda, datata 2012, passata dalle mani della Colony Capital del magnate americano Tom Barrack a quelle dell’emiro della Qatar holding. Una vendita a tanti zeri - per l’esattezza 600 milioni di euro - per la quale, è questo il sospetto della procura di Tempio, non sarebbe stato pagato un euro di tasse. L’inchiesta, aperta nell’ottobre 2013 con acquisizioni di routine negli uffici di Sardegna resorts a Porto Cervo, aveva portato ad aprile Fiordalisi a Milano, dove insieme a due alti ufficiali del nucleo di polizia tributaria di Sassari, si era presentato in un rinomato studio legale del capoluogo lombardo a pochi passi dal Duomo, tra i più quotati in Italia nel campo del diritto amministrativo e tributario. Qui, rovistando per tre giorni tra archivi e computer, le fiamme gialle avevano scovato tra i bilanci di diverse società attive ad Arzachena, Porto Cervo, Milano e Lussemburgo alcune tracce della presunta evasione fiscale di 150 milioni. Una selva di società, tutte riconducibili alla Colony, finalizzata ad aggirare le norme statutarie e fiscali. Al timone di queste società uno staff di avvocati, notai e commercialisti che lavoravano nello studio legale meneghino - sei italiani, tra cui due sardi, e quattro stranieri -, tutti iscritti nel registro degli indagati.

Questa estate, però, le società riconducibili alla Colony avevano trovato un accordo economico con l’Agenzia delle entrate di Olbia proprio sulla cessione dei terreni in Costa Smeralda alla Qatar Holding. Un accordo da quasi due milioni di euro, che, però non aveva fatto calare il sipario sull’inchiesta di Fiordalisi, che, comunque, appresa la notizia della transazione, aveva chiesto e ottenuto dai funzionari dell’Agenzia delle entrate la possibilità di esaminarne tutti gli atti.

L’indagine sulla presunta maxi evasione da 150 milioni, infatti, non si è esaurita con l’adesione al concordato tributario. Anzi. L’inchiesta sarebbe giunta alle battute finali e a breve Fiordalisi potrebbe inviare ai 10 indagati gli avvisi di conclusione delle indagini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative