Dopo la lite le coltellate marito ucciso nel sonno
L’omicidio è avvenuto nel primo pomeriggio: la donna è stata arrestata L’allarme lanciato dalla figlia della coppia: era in casa al momento del raptus
INVIATO AD ALGHERO. L’ha colpito quando non poteva reagire, mentre era a letto per il riposino pomeridiano. Diverse coltellate, sferrate con rabbia, una scelta terribile per chiudere per sempre il rapporto con il marito dopo l’ennesima lite di poche ore prima.
Roberta Gasperini, 44 anni di Vergiate (in provincia di Varese), ha ucciso nel sonno, ieri pomeriggio, intorno alle 16, il marito Pietro Girardi, di 52, originario di Gioia del Colle (Bari). Il delitto nella casa presa in affitto nella zona di Ungias-Galatè, di fronte alla zona artigianale di Alghero. Pochi minuti più tardi, è stata la figlia della coppia, Maria Lucrezia, di 22 anni, a dare l’allarme con una concitata telefonata al 112. Urlava disperata: «Venite subito a casa – ha detto – è successa una cosa grave». Quando i carabinieri sono arrivati, la madre della ragazza era ancora nella stanza da letto, per terra un coltello da cucina. Sul letto l’uomo ormai senza vita, sangue ovunque. Inutile l’intervento degli operatori del 118, il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Madre e figlia sono state accompagnate nella caserma di via Don Minzoni, ad Alghero, e sentite per ore alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica di Sassari Corinna Carrara. In tarda serata Roberta Gasperini è stata fermata con l’accusa di omicidio, dopo essere stata sottoposta anche a un esame da parte del medico legale. La figlia, in stato di shock, è stata accompagnata in ospedale per essere assistita dai medici.
Ha confessato. La donna ha ammesso le proprie responsabilità. Ha raccontato pezzi di storia di violenze familiari, di botte continue. E ha descritto una situazione insopportabile. Poi si è chiusa nel silenzio.
Segnali. C’erano stati dei segnali in diverse occasioni. La donna era finita un paio di volte al pronto soccorso per le lesioni riportate nelle liti con il marito. Era accaduto anche due settimane fa. E ieri - a quanto pare - c’era stata una nuova puntata: ancora violenza e minacce, scontri al limite della sopportazione. La quiete, quando Pietro Girardi è andato a letto.
L’omicidio. Roberta Gasperini ha atteso un po’, ha verificato che il marito dormisse. È passata in cucina e ha preso un coltello dal cassetto, poi è entrata nella stanza da letto come un automa e ha colpito ripetutamente l’uomo. Si è fermata solo quando non aveva più forze.
La figlia. Maria Lucrezia ha compiuto 22 anni pochi giorni fa. Era in un’altra stanza e si è resa conto che stava accadendo qualcosa di grave, ma quando è arrivata si è trovata davanti una scena terrificante: la madre con le mani sporche di sangue, il padre morto sul letto. Ha cominciato a urlare e a correre per la casa. Poi si è fermata davanti al telefonino e ha chiamato la centrale operativa del 112 per dare l’allarme.
I carabinieri. Quando sono arrivati i primi carabinieri della compagnia di Alghero, la donna era ancora nella stanza da letto, guardava fisso il corpo senza vita del marito. Ha pronunciato solo poche frasi, ha cercato di giustificarsi aggiungendo considerazioni senza senso.
I rilievi. I rilievi sono cominciati solo a tarda sera. La casa alla periferia di Alghero, infatti, è stata sigillata dai militari del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari. La zona del crimine è stata tenuta intatta fino a quando non si sono conclusi gli interrogatori di madre e figlia. Solo allora - una volta acquisiti gravi indizi a carico di Roberta Gasperini - e dopo che è stata dichiarata in arresto, gli investigatori sono tornati nella casa a Ungias-Galatè e hanno lavorato per ore, senza trascurare alcun particolare.
Chi sono. Ad Alghero non li conosce nessuno gli occupanti di quella casa di campagna su un piano circondata da altre villette, proprio di fronte alla zona degli insediamenti artigianali. Eppure ormai da quattro anni i coniugi Girardi-Gasperini frequentavano la città catalana. Prendevano in affitto sempre la stessa abitazione. Di loro non si sa granchè, e anche per i carabinieri ieri non è stato facile procedere a una ricostruzione dei movimenti. Si spostavano spesso tra il centro di Arsago Seprio (nel varesotto, dove risultano residenti) e Alghero dove trascorrevano anche dei mesi. Poi ripartivano. Al momento nessuna occupazione, solo la ragazza era impegnata a cercare lavoro ad Alghero. Marito e moglie, invece, non svolgevano alcuna attività. E c’è qualcosa di misterioso nella loro presenza ad Alghero che deve essere chiarita.
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