La Nuova Sardegna

Glencore vuole la fabbrica ma chiede garanzie al Mise

di Luca Fiori
Glencore vuole la fabbrica ma chiede garanzie al Mise

La multinazionale svizzera ha inviato un memorandum d’intesa al Ministero Tra le richieste condizioni più favorevoli nell’approvvigionamento energetico

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PORTOVESME. Diplomazie al lavoro per trovare un accordo che porti a una soluzione positiva nella trattativa per l’acquisizione dello smelter di alluminio di Portovesme (di proprietà di Alcoa) da parte della multinazionale svizzera Glencore.

Il “memorandum of understanding”, il documento legale che descrive un accordo bilaterale tra due parti, è al momento al vaglio del ministero dello sviluppo economico. Ma le criticità non sono poche, perché Glencore chiede condizioni più favorevoli nell’approvvigionamento energetico. All’inizio di agosto la bozza di un accordo era stata inviata alla multinazionale svizzera e alcuni giorni fa Glencore ha rimandato alle istituzioni (oltre al Mise e ai rappresentanti della Regione anche ai sindacati e ai primi cittadini del Sulcis) una versione “rivista e corretta”. La nuova bozza è al vaglio del Mise, che sta lavorando per verificare la possibilità di inserire impegni relativi ad una disponibilità a lungo termine di condizioni di approvvigionamento dell’energia elettrica in linea con il mercato di riferimento nel resto d’Europa. I prossimi giorni potrebbe esserci un faccia a faccia tra Glencore e la Regione. Solo quando si arriverà a un accordo sul “memorandum of understanding” potrà iniziare la trattativa vera e propria con Alcoa.

«Solo attraverso soluzioni energetiche strutturali Glencore o qualsiasi altra multinazionale può decidere di acquisire lo smelter di Portovesme e quindi avviare il rilancio della produzione di alluminio in Sardegna» ha dichiarato Alessandra Zedda, vicecapogruppo di Forza Italia, intervenendo sullo stato della vertenza riguardante lo stabilimento del Sulcis. Confermata intanto sempre a Portovesme l’iniziativa di Mossi & Ghisolfi che potrebbe avviare già da gennaio la produzione di bioetanolo di seconda generazione assumendo 150 persone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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