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I filoni di indagine: mazzette e abusi edilizi

I filoni di indagine: mazzette e abusi edilizi

Sul tavolo dei magistrati una serie di fascicoli che hanno al centro il mondo dorato dei vip

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PORTO CERVO. La finestra (giudiziaria) sul mondo dorato della Costa Smeralda venne aperta nell’estate del 2013, quando Domenico Fiordalisi indagò per corruzione il capo della polizia locale di Olbia Giovanni Mannoni e l’amministratore delegato di Sardegna Resorts srl, Mariano Pasqualone. Le ipotesi di reato parlavano del bonifico da 75 mila euro versato dai vertici della Costa Smeralda per garantire la presenza dei vigili stagionali nel regno dei vip. Un bonifico per “ammorbidire” secondo l’accusa, l’amministrazione locale nel rilascio delle autorizzazioni per aprire i negozi di Harrods a Porto Cervo. Alla luce di quanto sta accadendo quello utilizzato da Domenico Fiordalisi si è rivelato il grimaldello per aprire le porte blindate dei Sancta Sanctorum della Costa Smeralda e delle stanze direzionali dove si decide il futuro urbanistico ed edificatorio dell’intera Costa. Nella settimana santa di quest’anno Domenico Fiordalisi e un gruppo di ufficiali della fiamme gialle di Sassari hanno perquisito lo studio associato di un gruppo di intoccabili professionisti di Milano. Avvocati, commercialisti e notai che avevano predisposto e portato a buon fine la compravendita della Costa Smeralda dalla Colony Capital di Tom Barrack agli emiri che gestiscono il fondo sovrano del Qatar. Stando alle indagini, ancora in corso, dietro quel passaggio di quote societarie, fatto figurare come avvenuto estero su estero attraverso società del Lussemburgo, si nasconderebbe una evasione fiscale da 150 milioni di euro. Di recente l’interesse del magistrato si è rivolto verso un resort turistico sorto sulle alture di Liscia di Vacca, “La Tiara del Cervo”, un complesso residenziale che vede tra i soci anche la finanziaria dello stilista Domenico Dolce (di Dolce &Gabbana), un quartiere da seimila metri quadri realizzato sui picchi di granito che venne sequestrato per presunte irregolarità nel rilascio delle licenze edilizie e dissequestrato dai giudici del tribunale di Tempio nel giro di due settimane.

Ieri l’altro il nuovo blitz e ancor più clamoroso blitz anticorruzione e ambientalista, una iniziativa giudiziaria non ancora conclusa ma foriera, stando alle premesse, di violente ripercussione sulla già disastrata economia locale basata principalmente sul mattone. Il tutto racchiuso in due inchieste condotte personalmente del capo della Procura che si avvale della collaborazione di fidatissimi uomini del’Arma. ( g.p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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