La Nuova Sardegna

CINEMA

Il film “Il Rosa nudo” di Giovanni Coda al festival di Melbourne

di Sabrina Zedda

CAGLIARI. Alla fine la Regione ha deciso di fare la sua parte. Il pluripremiato film di Giovanni Coda “Il rosa nudo” non sarà più in giro per il mondo da solo: in Australia, in occasione della XV...

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CAGLIARI. Alla fine la Regione ha deciso di fare la sua parte. Il pluripremiato film di Giovanni Coda “Il rosa nudo” non sarà più in giro per il mondo da solo: in Australia, in occasione della XV edizione del “Melbourne underground film festival” che inizia domani, l’opera indipendente arriverà col sostegno della Sardegna film commission. E’ stato l’assessore regionale alla Cultura, Claudia Firino, ieri a dare la notizia, in un incontro a cui hanno partecipato anche Giovanni Coda insieme allo staff di attori, tecnici e musicisti che hanno lavorato al film. «Anche se con ritardo- ha detto Claudia Firino- vogliamo riconoscere uno dei talenti più sotterranei e più importanti nel campo della cinematografia regionale».

Un presa di coscienza, quella istituzionale, che arriva a un anno e mezzo dall’uscita dell’opera: la trasposizione cinematografica del libro scritto da Pierre Seel, insieme a Jean Le Bitoux, sull’orribile vicenda che vide Seel protagonista all’età di 17 anni. Quando, per via della sua omosessualità, fu internato dai nazisti nel campo di concentramento di Schimerck, dove fu sottoposto alle peggiori torture e vide morire il suo compagno. Un vissuto che lo devastò nel corpo, e certo anche nell’anima, e che cercò di nascondere, una volta finita la follia nazista, dietro il velo di una vita “normale”, fatta di lavoro, moglie e figli. Sino all’outing e alla pubblicazione del suo libro autobiografico, che però gli tolsero l’appoggio della famiglia, rendendolo di nuovo solo sino alla morte, avvenuta nel 2005. Un film delicato e poetico quello di Giovanni Coda, girato in pochi giorni e con appena tre mila e ottocento euro. E anche un film di cinematografia sperimentale, come si evince dalla rinuncia all’uso delle luci (nessun uso dell’elettricità ma solo di luce naturale), cui solo un regista con un background da fotografo come Coda sarebbe potuto arrivare, o dall’assenza per gli attori di un copione, con dialoghi assenti e una sola voce terza a raccontare gli avvenimenti. Sinora “Il rosa nudo” si è aggiudicato due importanti premi, la selezione in 13 festival internazionali e quattro nomination per il David di Donatello, una per il Ciak d'oro e una al Mix Festival di Milano.

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