La Nuova Sardegna

Il Qatar ha investito 600 milioni in Costa

di Guido Piga
Il Qatar ha investito 600 milioni in Costa

L’emiro ha spostato la sede dell’holding, la capogruppo Qh Smeralda investment, a Milano

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OLBIA. Seicento milioni di euro. Quasi un marchio di fabbrica degli investitori islamici, almeno in Gallura. 600 milioni di euro sono i soldi che l'Aga Khan - negli ultimi otto anni - ha investito in Meridiana. E 600 milioni di euro sono quelli che il Qatar ha messo a correre - in soli due anni - in Costa Smeralda. La cifra compare nel bilancio della capogruppo italiana dell'emiro, Qatar holding Smeralda investment. Per la prima volta, attraverso le carte depositate giorni fa alla camera di commercio per il bienno 2012-2013, è possibile ricostruire tutti i numeri della società del fondo arabo che ha la proprietà di hotel, porto, immobili e terreni a Porto Cervo.

Milano da bere. La nuova capogruppo non è più la Smeralda holding, ma la Qh Smeralda investment. È controllata dalla Qatar Holding, braccio operativo del fondo sovrano del Qatar (Qia). Non ha più sede a Porto Cervo, ma a Milano. Il che vuole dire che - a parte l'Irap - l'Ires (che vale qualche milione di euro) viene versata fuori dall'Isola. «Ma il vero cuore degli investimenti è qui – spiega Mariano Pasqualone, l'ad delle società controllate –. Posso dire che è una garanzia avere come investitore non un'azienda singola, non un fondo d'investimento classico, ma il fondo di uno Stato, il Qatar, che assicura solidità finanziaria, capacità realizzativa e che dà fiducia ai dipendenti, ai clienti, alle istituzioni».

Investimenti massicci. Nel bilancio è fissata (ufficialmente, dopo tante indiscrezioni) la cifra spesa dal Qatar per comprare la Costa Smeralda nel 2012: 354.669.231 (nel 2003 era stata pagata 320 milioni). Cui va aggiunto un altro esborso: il Qatar ha pagato interamente il debito dell'ex proprietario (Colony Capital) con Unicredit, pari a 232 milioni. L'operazione è stata coperta con un aumento di capitale in Qh Smeralda da 146 milioni e un versamento in conto capitale nella stessa società di 89 milioni. Chiusi questi "aspetti tecnici", il Qatar ha messo a correre, per lavori negli hotel, 40 milioni. In tutto, in soli due anni (escluso il 2014), il capitale investito - come si legge nella relazione sulla gestione - è stato di 627 milioni di euro. Molti dei denari sono depositati nelle casse delle banche sarde, Banco di Sardegna in testa.

Hotel e marina. A leggere i bilanci della Qh Smeralda si scoprono, più che in passato, i veri numeri della Costa Smeralda. Per esempio, hotel e marina, seppure con cali di presenze, chiudono in attivo. Perché, come è spiegato, ci sono meno clienti, ma pagano di più. Nelle banchine di Porto Cervo nel 2013 ci sono stati 13.832 arrivi: rispetto al 2012, - 1.083 (-7%). Ma sono aumentati i maxi yacht (tra i 20 e 60 metri): 4611 arrivi, rispetto al 2012 483 in più (+12%). "Anno sostanzialmente positivo" scrivono gli amministratori. Sugli alberghi, il Qatar ha il merito della trasparenza: pubblica infatti i numeri. E così, nella relazione, ecco i dati: Cervo (8763 presenze nel 2013 contro 9527 nel 2012), Cala di Volpe (9099 presenze contro 9785), Pitrizza (4986 contro 5815), Romazzino (6426 contro 9156). C'è poi l'occupazione media: Cervo (26% nel 2013 contro 26% nel 2012), Cala di Volpe (53% contro 63%), Pitrizza (56,5% contro 64,5%), Romazzino (53,4% contro 56,7%). Numeri in caduta, ma utile in crescita: 812 mila euro (+14,3%) rispetto al 2012.

I conti finali. I ricavi del gruppo Costa Smeralda (hotel, marina, terreni) sono stati di 74,3 milioni nel 2013 (71,1 milioni nel 2012). I costi sono stati pari a 34 milioni (tra cui 13,7 milioni in stipendi). L'esercizio, soprattutto per questioni finanziarie, si è chiuso con una perdita di quasi 13 milioni.

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