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Meridiana, l’allarme tagli sui “social”

Meridiana, l’allarme tagli sui “social”

Un gruppo su Facebook rivela che c’è stato un incontro tra l’ad e i rappresentanti del fondo Akfed

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OLBIA. L’ad cattivo, il proprietario buono. In ogni crisi di Meridiana, e dal 1997 sono state molte, le accuse vengono rivolte all’ad di turno (a volte fatto rimuovere) e gli elogi vengono fatti all’azionista Aga Khan. Questo - in due recenti comunicati - dicono i sindacati (Cgil, Cisl e Ugl) e un gruppo spontaneo, nato su Facebook, “Io sono un esubero Meridiana”. Questo dicono per contestare il piano che prevede l’uscita dal perimetro aziendale di 1200 (o 1350) dipendenti sui 2000 attuali, operazione che l’azienda concluderà nel giugno del 2015: dopo quattro anni di cassa integrazione, scatteranno tre anni di mobilità e poi, addio lavoro.

Ieri, sulla pagina Facebook del gruppo, è comparso un post, scritto da un informatore (anonimo) e che “Io sono un esubero” ha deciso di pubblicare. Il senso è questo: l’ad Scaramella e Allana, il capo di Akfed (il fondo dell’Aga Khan che sostiene finanziariamente la compagnia), si sono incontrati. Il primo ha presentato il piano industriale, con il dettaglio dei tagli: 1350 posti in meno. Il secondo - testuale - «non è per niente convinto». Il concetto in questo caso è chiaro: è l’ad che, senza trovare altre soluzioni praticabili, vuole mandare via i dipendenti. Informata, l’azienda non commenta ufficialmente. Ma, ufficiosamente, risponde che “tutte le decisioni del management sono fatte su indicazione dell’Aga Khan”. Come dire: l’ad non agisce in autonomia rispetto al proprietario.

Più articolato il discorso dei tre sindacati: “Meridiana smantella: si appresta a licenziare 1350 dipendenti; trasferisce l’attività a Air Italy; cancella settori e funzioni nella palazzina con tre righe: “la sua posizione è superata”; dismette la flotta degli Md senza rinnovarla.

«Tutto ciò con il solo scopo di dimostrare a chi controlla i conti della società che il management ha la capacità di abbattere costi, cercando di nascondere così il proprio fallimento, si contengono i costi di gestione, al di fuori di qualsiasi credibile piano di riorganizzazione, e in presenza di una conclamata incapacità strutturale a generare ricavi – scrivono Cgil, Cisl e Ugl –. Anche perché le relazioni industriali con l'attuale gruppo dirigente sono in caduta libera. Chi guida l'azienda è in preda a una deriva antisindacale, in linea con i diversi predecessori che hanno guidato alla distruzione il gruppo Meridiana negli ultimi anni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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