La Nuova Sardegna

Ancora verifiche sulle suite a Porto Cervo

di Giampiero Cocco
Ancora verifiche sulle suite a Porto Cervo

Le ville restano sequestrate, ma possono essere prese in affitto dai clienti dell’hotel Romazzino

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PORTO CERVO. Sono proseguiti anche ieri gli accertamenti e le verifiche, da parte dei carabinieri di Porto Cervo, nelle sei family suite annesse all’hotel Romazzino messe sotto sequestro probatorio, nei giorni scorsi, dalla magistratura di Tempio. L’inchiesta, coordinata dal capo della procura della Repubblica di Tempio, Domenico Fiordalisi, vede indagati per svariati reati che vanno dalla corruzione, abuso edilizio e abuso in atti d’ufficio Antonello Matiz, ex dirigente dell’area tecnica e del settore urbanistica del comune di Arzachena, i fratelli Tonino e Raimondo Fadda, due professionisti originari di Ortueri ma residenti a Cagliari, e i responsabili isolani della Sardegna Resorts, la ex ad Aleksandra Dubrova, 44 anni di San Pietroburgo (Russia) e il suo successore, l’attuale amministratore delegato della società smeraldina, Mariano Pasqualone, un manager romano di 47 anni. «Le suite restano a disposizione della struttura alberghiera» ha precisato ieri l’avvocato Antonella Cuccureddu, il legale che assiste l’ad di Sardegna Resorts srl Mariano Pasqualone. La decisione di consentire l’utilizzo delle suite è stata intrapresa dal magistrato inquirente, che ha recepito l’esigenza di far completare la stagione turistica alla struttura alberghiera. Gli immobili e le piscine restano sotto sequestro probatorio, un atto giudiziario intrapreso nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Tempio sugli accordi stretti negli anni tra un Ente pubblico (l’amministrazione comunale di Arzachena) e un soggetto privato, la società che gestisce lo sviluppo turistico e immobiliare dell’intera Costa Smeralda. Nel mirino degli uffici inquirenti è finita anche la cessione del pacchetto azionario della Costa Smeralda (immobili, porto, hotel, servizi consortili e 2400 ettari di terreni) dalla Colony Capital di Tom Barrack al Fondo Sovrano dell’emiro del Qatar. Una compravendita da seicento milioni di euro tra società estere che detengono la titolarità delle azioni ma che avrebbero omesso di pagare tasse per circa 150 milioni di euro, una maxi evasione fiscale finita sotto inchiesta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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