La Nuova Sardegna

Area, l’addio al veleno di Sangiorgi

A fine mandato il Cda è stato commissariato. Il presidente scrive: ho molti dubbi

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CAGLIARI. L’ultimo giorno di lavoro per il consiglio d’amministrazione di Area (l’ex Iacp) è sfociato in bolgia. Da una settimana il presidente Giorgio Sangiorgi, nominato anni fa dal centrodestra, sapeva di essere stato commissariato dalla giunta Pigliaru (che ha nominato Sergio Cocciu) per diverse presunte irregolarità nella gestione, ma lui ha scelto di sbattere comunque la porta. Lo ha fatto con un comunicato firmato dall’ufficio di presidenza e molto polemico: «Non è stato commissariato – si legge – il consiglio d’amministrazione nel giorno stesso della sua scadenza naturale, bensì l’Azienda, i suoi collaboratori, i suoi dirigenti». Per Sangiorgi e il suo staff prima di tutto ci sono le date poi i contenuti, e forse se il commissario fosse arrivato all’inizio della settimana si sarebbe trovato fra le mani una pistola caricata a salve. Invece per chissà quali misteri burocratici, gli hanno lasciato l’arma carica. «Con il commissariamento – continua la nota dell’ex Cda di Area – è stato deciso nei fatti solo di assumere il controllo diretto dell’Agenzia». Da parte di chi? Per Sangiorgi – che però non lo scrive – della Giunta e in particolare dell’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda. Cioè chi, diversi mesi fa, ha contestato proprio ad Area gli ultimi bilanci, l’aumento delle spese per il personale, alcune forniture e anche mancati investimenti. Accuse sempre ritenute ingiustificate da Sangiorgi e dagli altri consiglieri d’amministrazione che scrivono: «Area è una realtà dove operano oltre 200 dipendenti, che vanta un patrimonio tra i più consistenti e che ogni giorno è impegnata a fronteggiare i grandi problemi della casa su tutto il territorio regionale e ora affidata a un commissario, che potrà lavorare indisturbato fino a sei mesi, e sarà alle dirette dipendenze dell’assessorato, come forse era il reale obiettivo al di là di rilievi pretestuosi». Pretestuosi è l’unica replica, in questo caso, di Sangiorgi alle contestazioni della Giunta anche se in passato ha presentato più di una relazione per contrastare le presunte irregolarità ma sempre respinte al mittente da parte della Giunta. Nella parte finale della nota, l’ultimo affondo dell’ex presidente prima di liberare la scrivania e lasciare il posto al commissario: «È stata scelta una soluzione – scrive – che oltre a suscitare non pochi interrogativi sulle ragioni che l’hanno originata, finisce per ridurre se non cancellare l’autonomia di Area, quell’autonomia voluta dal legislatore e che dovrebbe rappresentare in definitiva la migliore garanzia d’imparzialità e trasparenza nella gestione dell’Agenzia». Dalla Regione non hanno replicato e seppure in una situazione di forte tensione, ieri è cominciata l’era di Sergio Cocciu, il commissario, che dovrà rivedere i conti e riorganizzare Area. (ua)

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