Armi pronte, ma calma piatta
S. Stefano, il via al trasferimento dell’arsenale per i curdi solo tra qualche giorno
INVIATO ALLA MADDALENA. Calma piatta, per ora, sull’isola di Santo Stefano. Forse le armi per i curdi partiranno solo nei prossimi giorni, di notte, dai bunker di Guardia del moro. Sembra che i kalashnikov, i missili, i razzi terra-aria e centinaia di migliaia di proiettili per i fucili mitragliatori siano stati prelevati dalle “riservette” e già collocati in container pronti all’imbarco. Ma in attesa di navi della Marina per l’operazione nulla fa pensare all’imminente trasferimento dell’arsenale. Diverso il piano per gli esplosivi da portar via da quest’isoletta vasta tre km quadrati che sino al 2008 ha ospitato la base per sommergibili nucleari della Us-Navy: se il cronoprogramma reso noto dall’Agenzia Difesa sarà rispettato, verranno spostati con particolari precauzioni previste da un bando di gara ufficiale solamente a metà ottobre. Due missioni da portare a termine non lontano dall’approdo della Fumata, dove negli anni Trenta venne realizzato lo stabilimento balneare Virginia, il primo del Nord Sardegna.
Per domani è annunciata la visita alla Maddalena del deputato di Unidos Mauro Pili. E intanto a Guardia del moro, nella zona interdetta alla navigazione civile per una servitù militare scaduta ma che il ministero ha chiesto di rinnovare, ogni giorno sembra identico ai precedenti. Così almeno appare a chi osserva le rocce granitiche e la macchia mediterranea passando in barca davanti all’ex base americana. Stessa visuale per gli automobilisti in transito sul lungomare vicino all’ex ospedale militare e al Main Conference in abbandono al portoarsenale di Moneta.
Né movimenti di unità militari né spostamenti di soldati a terra. Il panorama sulla costa più interna di Santo Stefano, la stessa che si affaccia sull’isola della Maddalena, non si rivela in queste ore diverso dai litorali circostanti. Panfili e yacht in navigazione al largo. Normale transito di caravan e bici di turisti davanti alle scuole per allievi sottufficiali. Ultimi scampoli di una stagione estiva che volge al termine. Ma che forse tra breve potrà essere animata all’improvviso dalla comparsa di mezzi della Marina in missione per assicurare il trasporto internazionale di nuove armi verso l’Iraq. Un blitz in quelle stesse acque dove da almeno sei anni, da quando i marines Usa hanno lasciato l’arcipelago, s’ipotizza una riconversione turistica con navi da crociera. Obiettivo oggi bloccato da una delle tante servitù militari disseminate in Sardegna.
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