La Nuova Sardegna

Crisi Meridiana, il governo a caccia di 300 milioni di euro

di Guido Piga
Crisi Meridiana, il governo a caccia di 300 milioni di euro

Mobilità a rischio, il ministro Lupi: faremo di tutto perché cali il numero di lavoratori coinvolti

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OLBIA. Meridiana come Alitalia. Ok, chiarissimo. La legge è uguale per tutti, del resto. Anche il ministro Lupi ieri si è espresso in questa direzione. E se i dipendenti dell'ex compagnia di bandiera hanno gli ammortizzatori sociali, li devono avere anche quelli dell'azienda dell'Aga Khan.

Ma ora è caccia ai soldi. Quelli che - dal giugno 2015 e per tre anni - dovranno assicurare il reddito (tagliato del 20%) ai 1634 lavoratori che la compagnia licenzierà. Una partita da oltre 300 milioni di euro, secondo i calcoli fatti dalla società di Olbia.

Ma sulla strada che porterà a questa soluzione - con 45 giorni a disposizione - ci sono tre passaggi obbligati. Uno, politico. L'altro, sindacale. Un altro ancora, economico. Per il primo - dopo lunghe sollecitazioni della Regione e dei sindacati - il Governo ora si è mosso. Sarà convocato un tavolo a Roma, al ministero del Welfare: presenti l'azienda, intenzionata a confermare gli esuberi, e i sindacati (più, sembra di capire, anche i lavoratori). Un'accelerata, dopo mesi di calma piatta, determinata dall'annuncio dei tagli della compagnia.

Ieri il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha confermato che l'incontro si farà a breve. Quando, però, non l'ha detto. E ha spiegato che il Governo farà di tutto perché il «numero dei lavoratori in mobilità sia il minore possibile». Una posizione - seppure ancora tutta da definire nei dettagli - che sembra andare incontro alle richieste dei sindacati. Con alcune sigle che proporranno altri due anni di cassa integrazione al posto dei licenziamenti (si veda articolo sotto). Poi Lupi ha chiarito che nell'incontro il Governo chiederà a Meridiana «quale piano industriale ha, perché il tema è la chiusura - e non mi pare sia così - o il rilancio della compagnia».

Anche il Pd ha chiesto di sentire i vertici dell'azienda nella commissione Trasporti della Camera. Ma il punto è un altro: Meridiana deve essere trattata come Alitalia. Così pretendono la Regione, le altre istituzioni e i sindacati. C'è una legge. Anzi, più di una. Sono quelle che hanno permesso la salvezza di Alitalia. Prevedono la copertura degli ammortizzatori sociali per i dipendenti licenziati. E qui entrano in campo il secondo passaggio (sindacale) e il terzo (economico). All'incontro al ministero dovranno seguire quelli tra l'azienda e i sindacati. Per trovare un'intesa sulla mobilità, come vuole la compagnia, decisa a non tornare indietro dal piano di ridimensionamento dell'attività. E dunque criteri sui licenziamenti (anzianità, figli, esigenze operative) e poi nomi dei licenziati. Ma, in mezzo, forse decisivo, c'è il passaggio finanziario. Ci sono i soldi per la mobilità? Ovvero, quelli per garantire un reddito per tre anni ai 1478 dipendenti in uscita da Meridiana?

Secondo i primi calcoli dell'azienda, la copertura deve essere intorno ai 110 milioni all'anno. Per tre anni. Tra il 2016 e il 2018 (il 2015 è già garantito) ci sono 552 milioni. Molti? Pochi? Dipende. Perché quei 552 milioni se li devono dividere i nuovi esuberi di Alitalia (980 in tutto) e quelli di Meridiana. Saranno sufficienti per tutt'e due? La Regione lo vuole (“soluzioni in deroga alle legge”, ha chiesto l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana), il Governo sembra intenzionato a impegnarsi. Magari aumentando la dotazione degli ammortizzatori.

«Lavoriamo per avere a disposizione di Meridiana Fly e Meridiana Maintenance gli ammortizzatori sociali disponibili per tutte le aziende del trasporto aereo, al fine di ricevere lo stesso trattamento di aziende del nostro settore - fa sapere la compagnia, in serata -. In questo modo chi non potrà avere un futuro in azienda non sarà lasciato solo. Tutte le istituzioni hanno dato ampia disponibilità per lavorare in questa direzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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