La Nuova Sardegna

Sesso in cambio di voti, docente in manette

di Stefano
Sesso in cambio di voti, docente in manette

Un 47enne professore di matematica di un liceo di Cagliari avrebbe minacciato decine di studentesse

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CAGLIARI. Le diceva che se non avesse frequentato i corsi pomeridiani, durante i quali le diede due baci, le avrebbe messo tre in matematica. Mentre se ci fosse andata le avrebbe messo sei. È uno dei primi passaggi dell'ordinanza che ha portato all'arresto (ai domiciliari) di un professore del Liceo socio pedagogico Eleonora d'Arborea di Cagliari, Marcello Melis, di 47 anni. Ma in quelle ventisei pagine di accuse c'è di peggio, molto peggio. Un provvedimento, quello del Tribunale, che racconta un girone infernale. Ambientato a scuola, però. Contestati al docente reati molto pesanti come concussione e violenza sessuale. Il quadro che emerge dalle carte è quello di un prof che all'inizio sembra buono e disponibile: propone alle ragazze, quelle che tentennano nella sua materia, dei corsi di recupero. Riuscendo a ottenere anche il numero di cellulare. Che però poi diventa la rampa di lancio per le prime avance. Poi l'escalation con episodi sempre più gravi. Vittime diverse studentesse del liceo, una delle quali all'epoca dei fatti, tra il 2004 e il 2006, era minorenne. Le indagini della polizia della sezione di pg della Procura di Cagliari sono iniziate nel 2011 quando dalla scuola era partito il primo segnale che qualcosa non andava: in un esposto si parlava di una presunta relazione tra il professore e un'allieva. Non si trattava solo di quello, però. Gli sms molto spinti all'inizio sembravano un gioco. E, ingenuamente, qualcuna rispondeva a tono. Ma, secondo l'ordinanza, dai messaggini si sarebbe passati, sempre con la minaccia del brutto voto, ad abusi, palpeggiamenti. E anche a rapporti completi. Il provvedimento raccoglie, tra le altre, anche la testimonianza di una delle vittime che racconta di un episodio di violenza sessuale. Tra gomitate per liberarsi e lacrime. Mentre una compagna faceva il palo. Nessuna delle ragazze ha mai denunciato quanto stava subendo, ma le voci giravano. Solo alcune di loro poi avevano trovato il coraggio di vuotare il sacco con i docenti, innescando gli accertamenti interni, la sospensione del prof, le ispezioni ministeriali e l'esposto. Nonostante questo, secondo il Gip Giorgio Altieri che ha firmato l'ordinanza ai domiciliari, Melis non si sarebbe fermato. Dopo un periodo di calma apparente avrebbe continuato a fare pressioni sulle studentesse, tentando ancora di infastidirle. Il giudice motiva infatti il provvedimento con il «concreto pericolo di commissione di delitti della stessa specie e inquinamento delle prove». Nella abitazione del docente e nello studio gli agenti hanno sequestrato diverso materiale. Le memorie di macchine fotografiche, computer e telefonini saranno ora analizzate. L'interrogatorio è stato fissato per lunedì. «Siamo indignati di fronte a questi eventi - dicono i ragazzi dell’associazione Eureka - le scuole devono essere luoghi sicuri e protetti dove gli studenti non vengono minacciati psicologicamente e fisicamente».

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