La Nuova Sardegna

Sardisti e indipendentisti: «È la nostra occasione»

di Alessandro Pirina

Delegazione a Edimburgo. Sale (Irs): si deve chiedere al popolo con chi vuol stare Sanna (Psd’Az): usiamo la leva fiscale. Usula (Rossomori): prima un progetto

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SASSARI. In Sardegna spesso si guardano in cagnesco, mal si sopportano, si attaccano di continuo, ma ieri a Edimburgo parlavano tutti la stessa lingua. Alcuni sono partiti insieme alla volta della Scozia, anche perché insieme portano avanti le istanze del sovranismo e dell'indipendentismo all'interno della maggioranza che governa la Sardegna. Altri, che invece nell'isola siedono all'opposizione di Francesco Pigliaru, si sono accompagnati a partiti e a movimenti catalani, corsi, bretoni che come loro guardavano con speranza al referendum scozzese. Le divisioni isolane, dunque, sono venute meno a Edimburgo, dove Irs, il Partito dei sardi, Rossomori, Sinistra sarda e Psd'Az hanno tutti voluto affiancare i Quattro mori al vessillo dell'indipendenza scozzese. «Mi auguro fortemente che si affermi il sì – dice Gavino Sale, leader di Irs –, ma se vince il no cambierà ben poco, perché il referendum verrà ripetuto fra tre, cinque anni. Ma la vera vittoria è un’altra: finalmente in Europa si può chiedere al popolo con chi vuole stare. Questa è la grande svolta che avrà un'inevitabile ricaduta anche in Sardegna. D’altronde, non si era mai visto che sei consiglieri regionali - dico sei - partissero in delegazione ufficiale per sostenere un evento di tale portata. Quello che un tempo era considerato impossibile oggi è diventato possibile. E indietro non si può più tornare».

Della delegazione di consiglieri sardi, oltre a Sale, fanno parte anche Emilio Usula e Paolo Zedda dei Rossomori, Alessandro Unali della Sinistra sarda, e Augusto Cherchi del Partito dei sardi. «Stiamo vivendo una giornata storica – afferma Usula –, ma non solo perché ci troviamo a Edimburgo. Lo si percepisce in pieno. Basta vedere i numeri: si è accreditato per votare il 97 per cento della popolazione e alla fine dovrebbe andare alle urne circa l’80 per cento degli scozzesi. Numeri che devono far riflettere l’Italia e l’intero mondo occidentale, sempre più disabituato alla partecipazione. Da noi, anche le ultime elezioni regionali lo hanno messo in luce, c’è una disaffezione al voto sempre più forte che tiene lontani i cittadini dalle decisioni». Quella scozzese vuole essere per i consiglieri regionali sardi una gita d’istruzione nel vero senso della parola. I cinque, infatti, non sono partiti solo per portare il loro sostegno alla causa dell’indipendenza, ma anche per imparare dai colleghi scozzesi. «Loro hanno motivazioni economiche più forti delle nostre – dice ancora Usula –. La Scozia è già nazione grazie alla sua identità e alla sua forza economica. Noi, prima di tutto, dobbiamo avere un nostro progetto di Sardegna e solamente a quel punto potremo pensare seriamente all’indipendenza». «Tocca a noi fare la battaglia affinché tutte le aziende che lavorano in Sardegna paghino le tasse nell’isola – aggiunge Sale –. Il dramma è che oggi nessuno sa qual è il gettito fiscale sardo e saremo noi a combattere per venirne a capo. Per questo la nostra presenza in Consiglio regionale è fondamentale».

A Edimburgo è presente anche una seconda delegazione, formata dal Psd’Az al completo: il presidente Giacomo Sanna, il capogruppo Christian Solinas, il segretario Roberto Erre e l’ex parlamentare Giancarlo Acciaro. «Spero davvero vinca il sì, sarebbe un successo epocale – sostiene Sanna –. Assisteremmo al passaggio dall’Europa dei banchieri e dei potenti all’Europa dei popoli. Finalmente qualcuno è stato chiamato a dire la sua su questa Europa su cui nessuno di noi è mai stato interpellato». In questi giorni la delegazione sardista è in giro per la città insieme ai colleghi bretoni, corsi, catalani. «Il referendum, comunque vada, è una svolta per tutti noi. È vero, la Scozia, si dice, ha il petrolio e può tranquillamente mantenersi, ma anche la Sardegna può farcela da sola. Basterebbe usare la leva fiscale per uscire dalla morsa dello Stato e portare nuovi capitali». A Edimburgo è presente anche una delegazione di Progres, che ha fissato per domani un incontro nella capitale a cui prenderanno parte i rappresentanti dei principali partiti indipendentisti di tutta Europa, scozzesi e gallesi su tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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