La Nuova Sardegna

Centri per il lavoro, approvata la legge che salverà i precari

A larga maggioranza il Consiglio dà il via libera alla proroga 318 contratti rinnovati fino al 2016 in attesa dei concorsi

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CAGLIARI. L’importante è che questa sia la volta buona, perché finora le leggi che prorogavano i contratti ai 318 precari dei Centri servizi per il lavoro e dei Cesil, si occupano dei lavoratori svantaggiati, non hanno avuto certo fortuna. Dopo dieci anni di attesa e ben otto tentativi per provare a mettere assieme i cocci, sempre impugnati dal Governo e poi bocciati dalla Consulta, il Consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza (tre astensioni) la leggina salvagente. A neanche due settimane dalla scadenza dei contratti, altrimenti sarebbe stato il caos, è arrivato il via libera a «un provvedimento ora a prova di ricorso», almeno così hanno giurato l’assessore al lavoro, Virginia Mura, e il presidente della commissione del Consiglio, Gavino Manca (Pd). A fine mese sarà il commissario dell’Agenzia del lavoro, la nomina del direttore è slittata, a firmare i nuovi contratti che potranno essere prorogati massimo per tre anni, con un costo massimo per la Regione di 1,3 milioni, ultimi mesi di quest’anno, e di 24 milioni complessivi nei prossimi due. Non è ancora la stabilizzazione, ma nella legge c’è scritto che «avverrà con i concorsi» annunciati a breve.

Il dibattito. Dopo l’accordo raggiunto in commissione, «grazie alla responsabilità di tutti i partiti», ha sottolineato Gavino Manca, il dibattito in aula è stato lungo ma senza contrapposizioni. Un incidente per la verità c’è stato, ma è quello – leggere l’articolo pubblicato a fianco – che ha messo a rischio i rapporti fra Consiglio e Giunta. Certo, anche questa è una legge tampone: «Necessaria – ha detto il presidente della commissione – per evitare il blocco dell’Agenzia del lavoro e soprattutto dare la possibilità a molti lavoratori di ritrovare un’occupazione e far partire in tempi brevi il progetto Garanzia giovani su cui abbiamo grandi aspettative». La legge è dunque una prima risposta all’emergenza del precariato che «purtroppo però continuerà a pesare sull’intera macchina regionale se in tempi brevi non sarà approvata la riorganizzazione degli uffici». Maggioranza e opposizione su questa speranza si sono ritrovate insieme al momento del voto, anche se poco prima Stefano Tunis (Forza Italia) era stato polemico nel dire: «Con senso di responsabilità siamo d’accordo, ma questa Giunta continua a smentirsi. Aveva detto in campagna elettorale che non sarebbe stata quella delle assunzioni senza concorso e invece oggi fa comunque il contrario». In ogni caso con la proroga dei contratti, i vari uffici anche quelli distaccati dell’Agenzia per il lavoro potranno funzionare a pieno regime, il resto dovrà produrlo il mercato con la speranza che riprenda a marciare.

L’assessore. Dopo il voto favorevole, Virginia Mura ha annunciato: «Entro l’anno la Giunta presenterà il disegno di legge per la riorganizzazione dei servizi per il lavoro e sarà quello il punto di partenza per puntare finalmente all’inserimento di inoccupati e disoccupati, con un incontro reale fra domanda e offerta». Secondo l’assessore, «la Sardegna ha assolutamente di operatori qualificati, come lo sono quelli dei Centri per il lavoro, capaci di organizzare i corsi di riqualificazionale professionale e il reinserimento nel mondo del lavoro». Sempre ieri l’assessore ha avuto anche il primo incontro per l’avvio del progetto garanzia giovani, oltre novemila i sardi iscritti, e lunedì saranno gettate le basi di come sarà realizzato in una riunione aperta anche alle agenzia di formazione. L’impegno della Giunta è di far partire il progetto entro novembre.

Il sindacato. «È importante che oltre 300 famiglie di precari abbiano ora conquistato la certezza di una maggiore stabilità», ha detto il segretario regionale della Cisl funzione pubblica, Davide Paderi. Per poi aggiungere: «Superata la fase sperimentale, ora bisogna garantire il massimo dei servizi decentrati».

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